Negozi aperti a Natale e nelle feste a Milano: sindacati sul piede di guerra, "è illegittimo"

Nota dei sindacati contro le aperture nei festivi: "Non è previsto dalla legge né dai contratti"

Natale a Milano - Foto Anna Laura Longo

L'hashtag, il solito, dell'iniziativa è: "La festa non si vende". L'obiettivo, anche quello ormai classico, è permettere ai lavoratori di trascorrere le festività con le proprie famiglie. Con l'avvicinarsi del Natale, torna quanto mai attuale la battaglia tra sindacati e aziende sul tema negozi aperti nei giorni "rossi". 

A "sparare" il primo colpo venerdì mattina sono Filcams , Fisascat, Uiltucs, che come ogni anno hanno lanciato la mobilitazione "no alle aperture nei giorni festivi", giorni in cui - in effetti - sotto la Madonnina molti negozi restano aperti ai clienti. 

"Arrivano le feste natalizie, ma anche quest’anno le lavoratrici e i lavoratori del commercio non potranno passarle con le proprie famiglie, perché molte attività commerciali resteranno aperte - scrivono i sindacati in una nota -. Da anni continuiamo a batterci contro la liberalizzazione indiscriminata degli orari e delle aperture commerciali imposta nel 2011 dal decreto Salva Italia".

"Invitiamo le lavoratrici e i lavoratori del settore - l'appello delle sigle - a godere della festività di Natale, S.Stefano, Capodanno e l’Epifania, ribadendo ancora una volta che né la legge, né il contratto collettivo nazionale di lavoro prevedono l’obbligo della prestazione lavorativa in occasione delle giornate festive".

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Nonostante ciò, però, stando alla denuncia dei sindacati "alcune imprese, soprattutto della Grande Distribuzione, hanno fatto sottoscrivere ai dipendenti nelle lettere di assunzione, in modo del tutto illegittimo, l’obbligo del lavoro festivo". Quindi, la conclusione: "La festa non si vende". 

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