La Galleria vale sempre oro: ecco "Santoni", quasi 600mila euro per un negozio di 60mq

Santoni, marchio di scarpe made in Italy, si è aggiudicato all'asta l'ex negozio Nara camicie

La Galleria di Milano continua a essere una gallina dalle uova d'oro. L'ultima prova è arrivata mercoledì mattina, quando palazzo Marino ha battuto all'asta il negozio di 60 metri quadrati che si trova vicino all'Ottagono un tempo occupato da Nara camicie. 

A vincere la "sfida" è stato Santoni, storico marchio di scarpe made in Italy che può già vantare sotto la Madonnina un negozio monomarca in via Montenapoleone e uno store alla Rinascente. "Con un’offerta di 589mila euro, su una base di 289mila euro di canone annuo, Santoni si è aggiudicato il negozio", si legge in una nota di palazzo Marino. L’asta - che ha assegnato lo spazio a oltre 9mila euro al metro quadrato - "si è svolta questa mattina al Salone Martiri della Resistenza, in piazza Beccaria, per garantire il corretto distanziamento tra i partecipanti".

Santoni si è aggiudicato il negozio dopo cinque rialzi ad un minimo di 50mila euro, nel corso dell'asta a cui hanno partecipato altri tre marchi. “È stata raddoppiata la base d’asta per la prima gara dopo il lockdown - ha commentato l’assessore al Demanio, Roberto Tasca - ed è un buon sintomo per Milano perché significa che l’attrattività non si è esaurita. C’è voglia di ripartire”.

Il bando per il negozio era stato aperto a gennaio 2019, dopo che dal locale era stata "sfrattata" la precedente società "a seguito di lavori eseguiti da parte del concessionario non conformi e in assenza delle dovute autorizzazioni". I nuovi titolari, infatti, avevano abbattuto un soppalco e l'amministrazione aveva deciso di stracciare il contratto. "La società - aveva chiarito ancora a gennaio palazzo Marino - ha presentato ricorso davanti al Tar della Lombardia per l’annullamento del provvedimento del Comune", ma il "ricorso è stato respinto anche in appello dal Consiglio di Stato".

Santoni, nuovo proprietario del negozio in Galleria, avrà la gestione dello spazio per 18 anni - come previsto da tutti i bandi nel salotto buono di Milano - e dovrà occuparsi di tutta la manutenzione degli spazi. 

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