Il laboratorio milanese che ha inventato il farmaco contro il cancro al seno: ecco l'Nms

Il centro di ricerca sorge a venti chilometri da Milano e appartiene (in parte) alla Regione

Un laboratorio della struttura

Lavorare ogni giorno. Otto ore al giorno. Un solo obiettivo: trovare una molecola in grado di combattere e uccidere le cellule tumorali. Tutto questo con il concreto rischio che il lavoro svolto per settimane, mesi, anni o decenni finisca nel cestino e che non serva sostanzialmente a nulla. Non è un lavoro quello del ricercatore ma è una vera e propria missione, missione che regala più dispiaceri che gioie.

Ma ogni tanto tutto fila per il verso giusto e accade che da un'intuizione si arrivi effettivamente a un farmaco funzionante. E in questi casi la gioia di aver lavorato bene non è paragonabile a quella di una persona malata di cancro che, grazie a una precisa molecola, riesce a sconfiggere la malattia. Ne sanno qualcosa i ricercatori del Nms, il Nerviano Medical Sciences. È da questi laboratori del profondo hinterland milanese che, tra le altre cose, è uscita la Epirubicina (poi commercializzata da Pfizer), il farmaco utilizzato per combattere il cancro al seno.

Il Nerviano Medical Sciences è "nascosto" in provincia, lontano dai riflettori di Milano. Per arrivarci bisogna avere per forza l'auto, percorrere la Statale del Sempione, svoltare all'altezza di una ferramenta a poi proseguire su una strada che corre dietro a un distributore di benzina. È un vero e proprio paese della ricerca, grande poco meno di un quarto dei centri abitati che sorgono accanto.

Il campus è nato a fine anni Sessanta con l'insegna Carlo Erba. All'inizio si testavano gli effetti dei mangimi sugli animali ma poi la rotta è stata completamente stravolta spostando il target sulla ricerca oncologica. Il centro ha attraversato profondi momenti di crisi ma sembra esserne uscito a testa alta e attualmente ha due proprietari: Regione Lombardia possiede il 10% delle quote, il resto appartiene al fondo cinese Hefei Sari V-Capital che nel 2018 è entrato nella partita con 300 milioni di euro. Il suo palmares? 310 pubblicazioni scientifiche e 1.300 brevetti.

"Il gruppo Nms è il più grande centro di ricerca e sviluppo di farmaci oncologici d'Europa — spiega fiero durante una visita nel campus Andrea Agazzi, presidente dell'Nms Group —. Nei nostri laboratori partiamo dalla identificazione dei target molecolari, praticamente andiamo a capire cosa c'è di sbagliato nelle cellule delle persone che si sono ammalate. Poi lavoriamo per trovare una potenziale cura cioè una entità chimica in grado di combattere le cellule tumorali. All'interno del nostro centro sviluppiamo tutte le fasi che possono portare a un farmaco, ciò vuol dire che lavoriamo il principio attivo, lo utilizziamo in vivo e in vitro per capire se funziona e poi seguiamo la sperimentazione sui pazienti che viene fatta in 400 ospedali di tutto il mondo. In questo caso — spiega Agazzi passeggiando tra i vialetti — identifichiamo i pazienti che potrebbero essere sensibili ai nostri famaci e poi andiamo a utilizzarli".

Ma la ricerca vera e propria arriva quando la molecola entra in commercio: "Quando capiamo che il nostro lavoro funziona cerchiamo una partnership con una grande multinazionale del farmaco, i veri player del mercato, per arrivare quindi a una produzione su larga scala".

I progetti all'Nms sono continui e i ricercatori lavorano su dieci fronti continui per un totale di due o tre molecole all'anno. E la ricerca ha un costo: "Per arrivare a sviluppare un farmaco è necessario spendere anche un miliardo di euro. I costi non sono lineari ma esponenziali. Per questo alla fine del processo di ricerca cerchiamo un partner con cui poter realizzare il farmaco".

Il centro di Nerviano — come precisato dai manager durante una visita a cui hanno partecipato a il primo cittadino di Nerviano Massimo Cozzi, il suo vice Sergio Girotti e il presidente del consiglio comunale David Guainazzi — dà lavoro a 407 persone (dato al 31 dicembre 2019) e fattura circa 67 milioni di euro all'anno.

E il vero tesoro di questo campus sono proprio i ricercatori: "Un team internazionale composto da italiani ma anche statunitensi, russi, tedeschi e cinesi", ha precisato Agazzi. Un team composto da biologi, chimici ma anche medici. Una squadra che crescerà nei prossimi anni dato che l'azienda ha intenzione di portare il suo organico a quota 470 dipendenti.

E sempre per i prossimi anni ci sono 47 milioni di euro di finanziamenti. Denaro necessario per continuare a sperimentare molecole anticancro. Composti che nella maggior parte dei casi non funzioneranno ma che magari, con qualche brillante intuizione, riusciranno a combattere e sconfiggere altri tipi di tumore. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Covid, Lombardia verso entrata in 'zona arancione' da venerdì: cosa cambia

  • Milano, Lombardia diventa zona arancione: le faq per capire cosa si può fare e cosa no

  • La Lombardia diventa zona arancione: adesso è ufficiale. Ecco da quando e cosa cambia

  • Incendio a Cologno, fiamme ed esplosioni nel condominio: casa distrutta, palazzo evacuato

  • "Ve matamos a todos", poi calci e pugni: il folle assalto della 'gang', 5 poliziotti feriti in metro

  • Lombardia verso la zona arancione: ma non c'è nulla da esultare. I numeri

Torna su
MilanoToday è in caricamento