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Martedì, 23 Aprile 2024
Attualità Niguarda / Piazza dell'Ospedale Maggiore

La ragazza con un aneurisma gigante nel cervello salvata a Milano

Il "miracolo" al Niguarda. La 24enne è stata operata e sta bene

L'esistenza che cambia in un secondo. La quasi totale resa dei medici, convinti dell'eccessiva pericolosità dell'intervento. Poi l'incontro con il Niguarda di Milano, l'operazione e la vita che ricomincia. Perché adesso Anna, 24 anni, sta bene. E può continuare ad affrontare con serenità le sue giornate grazie ai dottori dell'ospedale meneghino, che - con un intervento quasi senza precedenti - sono stati in grado di "affrontare" un nemico spaventoso che si era insediato nel suo cervello. 

"Una forte cefalea e la scoperta di avere un aneurisma cerebrale 'gigante' con un rischio di rottura altissimo: così cambia completamente la vita di una giovane ragazza di 24 anni che, improvvisamente, si viene a trovare in una condizione di concreto e imminente pericolo di morte", spiegano dalla struttura milanese.

"Ad aggiungersi a questa terribile diagnosi, la constatazione, da parte degli specialisti che la seguono, della difficoltà di intervenire chirurgicamente. I casi di aneurisma della carotide, come quello di Anna, vengono frequentemente, infatti, trattati con la chiusura endovascolare dell’arteria, procedura possibile grazie al compenso che può essere fornito dagli altri vasi cerebrali. Strada che, però, per lei si dimostra non percorribile perché nel test preliminare di chiusura vascolare Anna diventa temporaneamente paralizzata sul lato sinistro del corpo", proseguono dal Niguarda. 

Quando tutto sembra perduto, però, ecco la svolta. I medici dell’ospedale veneto dove è seguita si rivolgono così alla Neurochirurgia di Niguarda e Anna viene presa in carico dagli specialisti dell’ospedale milanese. "L'aneurisma cerebrale è una patologia acquisita nella quale la parete di un arteria cerebrale si sfianca e forma un 'palloncino' che rischia di esplodere. In questo caso si trattava di un rigonfiamento dell’arteria carotide interna del diametro di ben 4 centimetri e gli aneurismi vengono definiti 'giganti' sopra i 2,5 centimetri - spiega Marco Cenzato, direttore della Neurochirurgia -. Spesso gli aneurismi rimangono silenti oppure vengono riscontrati in maniera accidentale durante esami diagnostici per altre problematiche. Quando si manifestano è perché stanno diventando instabili e il rischio di rottura è altissimo, con esito, purtroppo, spesso letale".

L’intervento, eseguito dall’équipe della Neurochirurgia dell’ospedale Niguarda è stato molto complesso: ci sono volute 7 ore per chiudere temporaneamente la carotide, escludere l’aneurisma e ricostruire il corretto flusso nei vasi cerebrali. "La difficoltà specifica di questo caso era rappresentata dalla necessità di preservare il flusso nell’arteria corioidea anteriore, che nasceva direttamente dalla sacca dell’aneurisma, la cui interruzione era stata responsabile della temporanea paralisi subita da Anna durante il test di prova", specifica Cenzato. “Per escludere l’aneurisma dal circolo abbiamo provveduto all’applicazione di alcune 'clip' avvalendoci dell’esoscopio chirurgico: una telecamera collegata a uno schermo ad alta risoluzione 4K e in 3D che permette una più alta definizione rispetto al tradizionale microscopio chirurgico", evidenzia Davide Boeris, neurochirurgo del team. 

"L’importante strumentazione tecnologica viene utilizzata dal Neuro Center di Niguarda da circa due anni: l’esoscopio permette di visualizzare un campo operatorio di 1 centimetro su un monitor di 55 pollici senza perdita di risoluzione. In questo modo - rimarcano dall'ospedale - i neurochirurghi operano in piedi guardando lo schermo davanti a loro senza bisogno di essere chinati sui binoculari del microscopio. All’ingrandimento si associa inoltre una maggiore profondità di campo grazie alla visione tridimensionale ottenuta tramite speciali occhiali visori che permettono alle immagini di proiettarsi fuori dallo schermo". Tutti ingredienti che messi insieme hanno reso possibile il miracolo. E adesso, a soli 10 giorni dall'intervento, Anna è a casa. E sta bene. 

Foto - L'aneurisma nel cervello della ragazza

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