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Ecco come saranno le nuove cabine telefoniche digitali: l'esordio a Milano

Infotainment, servizi digitali, chiamate gratuite e un tasto rosso per le donne in difficoltà: le nuove cabine saranno installate inizialmente a Milano (circa 450) per arrivare poi gradualmente in altre 13 città, per un totale di circa 2.500 cabine

Tim presenta le cabine telefoniche del futuro. L'esordio, in tutt'Italia, sarà a Milano. Le nuove cabine saranno delle vere e proprie ‘stazioni digitali’ che consentiranno di fruire di servizi di infotainment, di ricarica degli smartphone, di pagamenti digitali e ticketing, di chiamate gratuite verso numeri nazionali.

Il tasto per le donne in difficoltà

Saranno inoltre degli info point importanti per la cultura, il turismo e tutte le informazioni che il Comune vorrà fornire ai cittadini, dall’offerta dei musei, dei cinema, teatri, concerti ed eventi culturali. Ma anche un presidio per la sicurezza grazie alle funzionalità di videosorveglianza e a valenza sociale: il tasto ‘Women+’ consente di richiedere aiuto in situazioni di pericolo. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto ‘La parità non può aspettare’ di Tim per il gender gap. Le nuove cabine saranno installate inizialmente a Milano (circa 450) per arrivare poi gradualmente in altre 13 città, per un totale di circa 2.500 cabine, contro le 15mila vecchie cabine in corso di dismissione in accordo con Agcom.

Lo smaltimento delle vecchie cabine, che segue criteri di sostenibilità nel recupero di alcune componenti, è iniziato in molti Paesi già agli inizi del 2000 a seguito della diffusione dei dispositivi mobili. Il Regno Unito è stato tra i primi a dire addio alle cabine (primi anni del 2000), mentre oltreoceano hanno cominciato a ridisegnarle, trasformandole all’insegna dell’high tech e dell’arte, con installazioni nei luoghi simbolo della Grande Mela, come Times Square. In Europa uno degli ultimi Paesi a dare l’addio alle cabine telefoniche è stata la Francia, nel 2017, e ora – con qualche anno di ritardo - questo percorso di trasformazione arriva anche da noi.

La storia delle cabine telefoniche

La prima cabina telefonica stradale in Italia fu installata in piazza San Babila a Milano il 10 febbraio 1952 per iniziativa della concessionaria Stipel. La struttura in metallo e vetro è una caratteristica che restò pressoché invariata nel corso dei decenni successivi. In precedenza i telefoni pubblici erano quasi esclusivamente installati nei Posti Telefonici Pubblici (Ptp), oppure venivano ospitati presso esercizi commerciali come bar, edicole, ristoranti. Il servizio pubblico prima delle cabine telefoniche Prima della diffusione delle cabine telefoniche negli anni ’30 il servizio di telefonia pubblica poteva essere offerto nelle stazioni dei treni da personale munito di apparecchiatura telefonica. Il boom degli anni Settanta ‘Non sei mai solo quando sei vicino a un telefono’. Questo il claim utilizzato dalla SIP, alla fine degli anni Settanta, nella campagna dedicata alla telefonia pubblica in cui spiccava l’immagine di una cabina telefonica di color giallo installata all’aperto. Nel corso di quel decennio le cabine telefoniche, box in materiale metallico con ante e pareti in vetro trasparente, diventarono familiari nel paesaggio italiano.

Nel 1971 le cabine telefoniche erano solo 2.500, l’anno successivo il loro numero raddoppiava per arrivare alla fine degli anni ’70 a quota 33.000 unità. Il telefono aveva conquistato la strada. Negli anni successivi le cabine furono gradualmente sostituite, in Italia come anche in molti altri Paesi del mondo, da chioschi aperti dotati di telefono. La diffusione della cabina pubblica stimolò negli anni Settanta la produzione di gettoni, che subì un incremento senza precedenti. Il gettone in Italia era stato introdotto nel 1927. Nel museo dell’Archivio Storico TIM vengono conservati una serie di gettoni falsi che venivano utilizzati per fare chiamate senza dover pagare. Emblematica è la storia dei gettoni di ghiaccio creati da uno studente del Politecnico di Torino per poter chiamare la sua famiglia in Argentina.

A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, ai gettoni e alla moneta si affiancò progressivamente l’uso di carte telefoniche prepagate. Le prime schede, in via sperimentale, furono utilizzate nel 1976. Inizialmente erano schede magnetiche di tipo verticale, di colore giallo-blu, che non venivano restituite dagli apparecchi all’esaurimento del credito. Nell’arco di un decennio si diffonde la carta ‘orizzontale’, sempre a banda magnetica, che veniva restituita anche dopo l’esaurimento del credito, diventando in breve tempo oggetto da collezionismo. Negli anni 2000 le cabine telefoniche ospitano il modello Digito, compatto di color acciaio che peremettevano di inviare SMS, fax ed email.

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