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Più puntualità e treni nuovi, ma lo smartworking mette in ginocchio Trenord

Entro al fine del 2022 arriveranno altri 68 nuovi treni, ma i ricavi della società scenderanno

Continuano ad arrivare nuovi treni per la fotta di Trenord. Attualmente sono in servizio 39 dei 222 nuovi convogli acquistati dalla Regione con 2 miliardi di euro ma il 36% della flotta è ancora composto da treni di vecchia generazione. La percentuale entro la fine del 2022 è destinata a scendere sotto il 20% grazie all’immissione di 68 nuovi treni: 59 viaggeranno sulle linee lombarde e 9 – acquistati dal gruppo Fnm – effettueranno il servizio transfrontaliero Ticino-Lombardia. I dati sono stati snocciolati nella mattinata di mercoledì durante la commissione territorio in Regione a cui ha preso parte l'amministratore delegato di Trenord Marco Piuri.

Nuovi treni vuol dire anche più puntualità. Le 9 linee con i nuovi treni hanno registrato un significativo miglioramento delle performance. A febbraio 2022 la linea Colico-Chiavenna, il cui servizio è effettuato solo con i Donizetti, viaggia con il 97% di puntualità; la Lecco-Sondrio-Tirano è all’86%; la Milano-Pioltello-Bergamo ondeggia attorno all’85,4%. La S11 Milano-Como-Chiasso e la S8 Milano-Carnate-Lecco grazie all’immissione dei Caravaggio registrano, dall’inizio dell’anno, performance superiori al 93,4%.

Entro la fine del 2022 i Caravaggio effettueranno la totalità del servizio sulle linee Milano-Domodossola, Milano-Varese-Porto Ceresio, Milano-Brescia-Verona; inoltre, nel 2022 inizieranno a circolare anche sulle linee Milano Cadorna-Varese-Laveno e Milano Cadorna-Como Lago (rete Ferrovienord).

Da giugno riprenderà la consegna dei treni Donizetti, che sulle linee Bergamo-Brescia, Bergamo-Treviglio, Cremona-Treviglio, Brescia-Cremona, Cremona-Mantova sostituiranno le vecchie Ale 582, destinate alla dismissione. Da settembre circoleranno in Lombardia anche i primi convogli a motore diesel-elettrico Colleoni, che saranno destinati alla linea Brescia-Parma.

Migliora la puntualità dei treni

Attualmente Trenord effettua 2.174 corse nei giorni feriali con oltre 1 milione e 30mila posti offerti, il 106% rispetto al periodo pre Covid, a fronte di 430 mila viaggiatori.

"Nel 2021 la puntualità media del servizio è stata dell'84%, in crescita rispetto all'80% del 2019 e al 78% del 2018", ha spiegato Piuri. Anche le soppressioni dei treni sono in calo. "Da una media di 102 al giorno nel 2018 si è arrivati a 64 nel 2021, di cui 26 per cause sotto la responsabilità di Trenord. Un dato che comprende anche le riduzioni programmate legate alla pandemia", ha aggiunto l'ad. Nel complesso, "il servizio di Trenord ha recuperato affidabilità e regolarità, due obiettivi prioritari che l'azienda si era posta all'inizio del 2019. Avevamo previsto non meno di due anni per ridare equilibrio all'intero sistema ferroviario lombardo dove circolavano treni vecchi su un'infrastruttura satura. La pandemia ci ha rallentato, ha ridotto drasticamente il numero dei viaggiatori, ma non ha fermato il nostro progetto di rinnovamento con interventi strutturali sulla pianificazione e sulla programmazione del servizi".

Calano i ricavi

Non è tutto rose e fiori per l'azienda, anzi. A causa del covid sono diminuiti i ricavi. Nel 2022 - secondo le stime della società - ci saranno 93 milioni di ricavi in meno rispetto al 2019. In pratica l'azienda punta a incassare 260 milioni contro ai 350 del periodo pre covid.

Piuri ha spiegato che nel 2020 "sui 124 milioni di mancati ricavi dal ministero ci sono stati stanziati 80 milioni. I 44 in più che non abbiamo ricevuto li abbiamo messi noi e li avremo nel 2021 come sopravvenienza". L'amministratore delegato di Trenord ha però fatto sapere che "ad oggi non sono previste risorse per la copertura dei mancati ricavi per l'anno 2022".

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