Nuovo stadio, il promoter avverte: «Prezzi alle stelle per i biglietti dei concerti»

Parla Claudio Trotta di Barley Arts: meno posti a sedere significherà prezzi più alti

Un concerto a San Siro

Un'attenzione al caro biglietti allo stadio era già stata posta da diversi osservatori e perfino dal sindaco di Milano Beppe Sala, che aveva esplicitamente chiesto ai club milanesi, in vista di un eventuale nuovo impianto più piccolo del Meazza, di evitare una "corsa al rialzo", che pure in qualche misura sarà inevitabile.

Video: uno dei due progetti del nuovo stadio

Lo stesso allarme arriva ora dal mondo della musica e, in particolare, da Claudio Trotta, patron di Barley Arts, manager e promoter di numerosi concerti in Italia. Trotta, su Spettakolo.it, ha pubblicato una lettera aperta al sindaco di Milano per analizzare l'argomento del nuovo stadio dal punto di vista non delle partite di calcio ma dello spettacolo dal vivo. 

Trotta "avverte" che già oggi, per i concerti, si può contare su 56-57 mila posti a sedere, perché il palco con copertura ne "mangia" parecchi, e di questi, quasi 5 mila hanno una visione laterale e parziale. Il "gap" rispetto ai 78 mila posti di piena capienza per le partite di calcio non si riesce certo a recuperare con i posti sul prato. 

Se il masterplan parla di 60 mila posti per il nuovo impianto, Trotta ipotizza che durante i concerti si potranno vendere non più di 50 mila biglietti, forse anche qualcosa in meno. E sarà importante considerare, per il prato, un numero sufficiente di uscite di sicurezza, altrimenti si dovrà ridurre di molto la capienza per quel settore, come già - fa notare Trotta - avviene al Forum di Assago. 

E poi c'è il dettaglio dei posti premium. Gli stadi moderni hanno una percentuale di posti premium superiore al 10%, nel masterplan del nuovo San Siro ce ne saranno 12.500 su 60 mila. E forse anche di più. Ma questi posti sono "premium", spiega Trotta, per le partite, non per i concerti. Parliamo ad esempio di quelli «posizionati in curva e angoli del primo anello rosso e quelli sotto in fondo vicino agli sky box. Chi si intende di partecipazione ai concerti non vuole quei posti nella maniera più assoluta». Tradotto: non sarà possibile farli pagare di più, per i concerti.

Il risultato di tutto questo ragionamento? «Alimentare una tendenza già in atto, quella di aumentare i prezzi dei biglietti e di far diventare sempre di più i concerti eventi di lusso per pochi ricchi o per fanatici e oggetto di enormi sacrifici per le economie delle famiglie milanesi ed italiane». Proprio quello che si teme possa succedere anche per le partite di calcio.

Inquinamento acustico

Trotta non si limita però ad avvertire del rischio che i prezzi dei biglietti per i concerti schizzino alle stelle, ma ne approfitta per riprendere un suo vecchio (e inascoltato) adagio, quello dell'inquinamento acustico durante gli spettacoli dal vivo a San Siro. Le polemiche sono note: si è finiti anche in Tribunale. Il promoter parla esplicitamente dei «diritti di chi fa musica e di chi la ascolta». La musica non si può ascoltare a basso volume, questo lo sanno tutti in realtà; e a San Siro, se si abbassa troppo il volume, chi assiste dal secondo anello in su rischia di ascoltare più che altro il "karaoke" del pubblico più in basso piuttosto che gli artisti sul palco. 

Le regole finora hanno privilegiato nettamente i diritti di chi non va al concerto (e quindi vuole più silenzio possibile), ma l'occasione del nuovo stadio potrebbe essere anche quella di ripensare alla questione a 360 gradi, prendendo in considerazione le esigenze di tutti. Musicisti e pubblico compresi.

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