Milano, antagonisti occupano la sede di Facebook: "State sostenendo la guerra?"

Blitz degli attivisti del centro sociale Cantiere nel pomeriggio di venerdì. Le immagini

Il blitz

Antagonisti contro Facebook a Milano. Venerdì pomeriggio, infatti, alcuni attivisti del "Cantiere" hanno improvvisato un blitz in piazza Missori nella sede del social network per protestare contro la decisione di Facebook di oscurare alcune pagine che avevano pubblicato post a favore del popolo curdo. 

La scorsa settimana, infatti, sul social erano spariti alcuni gruppi "colpevoli - denunciano dal centro sociale - di aver mostrato solidarietà al Rojava, oggetto da quasi dieci giorni di una invasione da parte dell’esercito turco".

I manifestanti - che già in mattinata avevano tenuto un corteo - hanno occupsto l'atrio consegnato ai dipendenti una lettera che "contiene dieci domande, che riguardano le policy della Corporation, volte a chiarirne il ruolo giocato nella guerra in corso: «Siete pro o contro la guerra? - si legge nel testo -. Siete disposti a favorire un genocidio?». 

Gli attivisti non sono stati ricevuti, ma hanno esposto uno striscione con la scritta "fermare la guerra, non le comunicazione. Facebook sta sostenendo la guerra?", con una bandiera turca. In più, i manifestanti hanno mostrato diverse immagini con donne, bimbi e uomini curdi feriti. 

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"Solo giovedì Mark Zuckerberg, in un discorso alla George Town University, difendendosi dall’accusa di diffondere fake news, ha dichiarato: «Siamo a un bivio. Possiamo o sostenere la libera espressione o possiamo decidere che il costo è semplicemente troppo grande. Dobbiamo continuare a sostenere la libera espressione». Chiediamo - hanno sottolineato dal Cantiere - coerenza a questo paladino della libera espressione: fermiamo la guerra, non la comunicazione! Per connettere le persone non bisogna ucciderle o permettere che le si uccida sotto silenzio".

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