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"No al racket, imprenditori di San Siro rompano il muro di omertà"

L'appello dell'Unione artigiani

Basta omertà sul presunto racket delle attività che ruotano attorno al Meazza. Questo l'appello che l'Unione Artigiani lancia agli imprenditori della zona dopo quanto inizia a emergere dall'indagine sull'omicidio dell'ultras Vittorio Boiocchi.

"Per gli imprenditori è giunto il momento di rompere il muro di omertà sul presunto racket che colpisce le attività economiche legate a San Siro -  afferma il segretario generale di Unione Artigiani, Marco Accornero -. Bisogna dire basta una volta per tutte. I nostri legali sono a disposizione di chi vuole denunciare. Noi saremo al loro fianco. Chi lavora correttamente ha tutta la forza per scardinare questo sistema".

Ogni partita, ogni grande evento a San Siro vale oltre un milione di euro per il settore dell'artigianato milanese coinvolto nell'indotto. E nel nuovo stadio gli affari potrebbero raddoppiare. Soldi, tanti, spesso liquidi, che fanno gola alla criminalità e che soffocano un settore che può garantire reddito e posti di lavoro, specie in un impianto rinnovato. "Gli artigiani al Meazza sono un vero squadrone: con una battuta vorrei dire che copriamo tutti i reparti - continua Accornero -. Il nostro centro studi ha elaborato una stima quasi prudenziale, ma probabilmente il giro d'affari è anche maggiore del milione di euro a fine settimana".

"Penso - prosegue Accornero - al mondo della ristorazione e dello street food, degli addetti al turismo e delle pulizie, giardinieri, tassisti, commercianti, installatori e manutentori di impianti di ogni tipo, produttori di articoli sportivi, trofei e materiali per tifosi, imprese edili e della comunicazione che graviteranno sul comparto eventi, concerti e congressi. Ci sono centinaia di micro e piccole imprese pronte a fare investimenti ma serve innanzitutto una cornice di legalità. Noi diciamo un sì convinto al nuovo stadio perché il calcio e lo sport d'élite, in un grande impianto multifunzionale di valenza internazionale rappresentano per la città uno straordinario catalizzatore di opportunità anche per il nostro settore. Accanto alle attività tradizionali, sono 104 tra Milano e Monza le imprese artigiane impegnate nella manutenzione degli impianti e attrezzatura sportivi, alla produzione di coppe, medaglie, bandiere e gagliardetti".

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