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Telemedicina, nuovi spazi e solidarietà: così il reparto di oncologia "sconfigge" il covid

Novità al Sacco per permettere ai malati oncologici di seguire le cure in sicurezza

Tecnologia, lavori pratici e tanta, tanta solidarietà. Ecco la ricetta con il reparto di oncologia dell'ospedale Luigi Sacco di Milano punta a battere il coronavirus. Martedì dalla struttura meneghina hanno presentato tutte le novità studiate per il reparto oncologico per permettere a tutti i malati di continuare a seguire le cure senza nessun rischio. 

Due i capisaldi del progetto: gli spazi della sala d'attesa sono stati ridisegnati e messi in sicurezza, come impone l'epidemia, e i pazienti che non dovranno essere seguiti necessariamente in presenza saranno controllati e curati attraverso la telemedicina. Il progetto per la lotta al covid è stato possibile grazie alla donazione di 50mila euro di "Wila", Fondo di Welfare Integrativo Lombardo dell’Artigianato, che nei mesi più duri dell'emergenza ha raccolto 200mila euro, poi suddivisi tra quattro ospedali. 

“Dall’inizio dell’emergenza sanitaria la nostra azienda socio sanitaria territoriale ha ricevuto  molteplici donazioni da parte di singoli cittadini, associazioni ed imprese - ha sottolineato Pietro Olievieri, direttore medico di presidio del Sacco -. Una commovente gara di generosità e solidarietà, che ci ha aiutato ad affrontare nel migliore dei modi un periodo così difficile e delicato per tutti. Siamo quindi molto riconoscenti al sostegno che Wila ha scelto di donare all’Oncologia del Sacco, aiutandoci a garantire ai nostri pazienti la possibilità di continuare il proprio percorso di cura in totale sicurezza”. 

“Wila e gli artigiani lombardi hanno a cuore le persone più fragili e vulnerabili, come i malati di cancro, per i quali il rischio di contrarre il coronavirus è maggiore - gli ha fatto eco Alessandro Beretta, presidente Wila -. Per questo abbiamo deciso di finanziare questo progetto. - Si rendevano quindi necessari sia gli adeguamenti degli spazi, sia una razionalizzazione degli ingressi in ospedale, con una distinzione tra chi deve necessariamente presentarsi per le cure in struttura e chi invece può avere assistenza da remoto e in questo la telemedicina è un valido supporto”.
 

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