Attualità Porta Venezia / Via Lecco

Cosa sta succedendo in via Lecco (e dintorni)

Alcol vietato dopo le 22, sempre. È bagarre politica. Sala ci ripensa?

Il sit-in di sabato sera

Via Lecco centro del mondo. O di Milano almeno. Da giorni sotto la Madonnina l'attenzione è monopolizzata dalla questione movida nella zona di Porta Venezia, una delle più "vive" della città. Il là è arrivato giovedì, quando il comune ha annunciato di aver prorogato fino al 5 ottobre l'ordinanza che vieta "nelle zone della movida di vendere o somministrare cibi e bevande da asporto in bottiglie e contenitori di vetro o in lattina, dalle 22 alle 5". Solito il motivo: "Proseguire nell'obiettivo di rendere più sicure e pulite le piazze, le vie e i quartieri maggiormente frequentati la sera e nelle ore notturne".

Però, c'è un però. Nel nuovo provvedimento, infatti, per le "aree" di "Melzo e Lazzaretto sarà vietato vendere o cedere a qualsiasi titolo per asporto bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, sempre dalle 22 alle 5 del giorno successivo". 

A Porta Venezia niente alcol dalle 22, mai

La differenza è sottile, ma fondamentale: in tutte le zone della movida le bevande alcoliche possono essere comunque vendute anche dopo le 22, con l'unica accortezza per i titolari dei locali di versarle nei bicchieri di plastica. Per Melzo e Lazzaretto - in sostanza via Lecco e tutte le strade attorno - il divieto è invece ferreo: dalle dieci di sera stop all'alcol fuori dai locali e per di più senza distinzione tra weekend e giorni della settimana, come invece accade ad esempio nell'area di corso Como, dove l'ordinanza è in vigore solo tra venerdì e domenica. 

La decisione, arrivata un po' come un fulmine a ciel sereno, ha chiaramente fatto alzare le barricate ai gestori di bar e ristoranti della zona, che sabato sera - alle 22 in punto - hanno inscenato una protesta pacifica sedendosi in mezzo alla strada sugli sgabelli, per rimarcare inoltre che l'ordinanza colpisce anche la "comunità Lgbtq, che nel quartiere ha trovato la sua comfort zone". 

Sala sotto il "fuoco amico"

Tra i primi a schierarsi contro il provvedimento Michele Albiani, responsabile diritti del Pd Milano e candidato al consiglio comunale nella coalizione che sostiene proprio il sindaco, Beppe Sala. Grande animatori del "picchetto" di protesta in via Lecco, il dem ha poi affidato a Instagram le sue riflessioni. "Abbiamo parlato delle difficoltà che come comunità Lgbtq, esercenti e residenti stiamo vivendo da mesi e di come l’ordinanza contro l’asporto non serva obiettivamente a nulla, viste anche le immagini di poche ore dopo e della sera prima, che mostrano come chi non aveva volontà nel rispettare le regole di convivenza civile, non le rispetta nemmeno adesso", ha sottolineato. 

"Abbiamo bisogno di essere ascoltati e compresi, per poter trovare insieme una soluzione che garantisca la sicurezza, il diritto alla salute e quello alla ripresa di tutte le persone che vivono il quartiere. Caro sindaco, le energie e le idee ci sono per cambiare le cose. Ora tocca a te". 

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Paolo Limonta ed Elena Lattuada, capilista di Milano Unita, anche loro nella squadra a sostegno del sindaco uscente e anche loro presenti in via Lecco. È "un provvedimento che, secondo noi di Milano Unita, necessita di una profonda rivisitazione, anche per evitare concorrenze tra quartieri e problemi occupazionali. Il sindaco si è detto disponibile a incontrare la prossima settimana gli esercenti per individuare possibili soluzioni. Su questo Milano Unita è impegnata a seguire l’andamento del confronto, per trovare a brevissimo una soluzione positiva per tutti e ricomporre la frattura che si è determinata, garantendo - hanno auspicato - uno spazio sicuro non solo per la comunità Lgbtq, ma per tutte le milanesi e i milanesi".

I Radicali - anche loro "in corsa" per Sala - ne hanno invece approfittato per rilanciare un loro vecchio pallino: il sindaco della notte. "Siamo stati in Via Lecco, dove è partita l’ordinanza anti asporto per disincentivare la cosiddetta movida. La necessità di rendere vivibili i quartieri e garantire il decoro e la convivenza è reale ma la soluzione a lungo termine non passa dalle ordinanze contingibili e urgenti, ma dal dialogo tra tutte le parti coinvolte, l'identificazione dei problemi e la pianificazione congiunta di soluzioni condivise. Per questo abbiamo proposto l'istituzione della figura del sindaco della notte, che possa ascoltare, coordinare, governare queste situazioni dal punto di vista dell'offerta culturale, del commercio, della mobilità e della sicurezza. Problemi complessi hanno bisogno di risposte articolate e non dettate dall'urgenza", ha scritto il capolista Lorenzo Lipparini.

I rivali in campagna elettorale

Non solo "compagni", però. Perché l'ordinanza di Sala ha scatenato anche i prossimi avversari nella corsa alle elezioni. “Sorprende che questa amministrazione non sia intervenuta per 5 anni visto che il problema non è nato ieri, e lo faccia solo a 4 settimana dal voto. Prima ha ignorato i residenti e ora si accanisce contro i commercianti. I commercianti di via Lecco e via Melzo hanno la facoltà di tenere aperti gli esercizi fino alle 5 del mattino e il comune, in particolare la vicesindaca Anna Scavuzzo, non ha nemmeno considerato la loro proposta di chiusura anticipata alla 1.30 di ogni esercizio", l'attacco di Gabriele Mariani, candidato sindaco di Milano in comune. 

"Soprattutto non ha mai convocato un tavolo con tutti gli attori, residenti, commercianti e amministrazione comprese le forze dell'ordine, per trovare una mediazione tra le giuste esigenze della cittadinanza e quelle dei locali e intervenire con un'azione coordinata con chi è preposto ai controlli del rispetto delle ordinanze. Capisco i problemi di ordine pubblico, cosa per altro che gli esercenti non hanno mai negato, ma questa è un'ordinanza che cade come un macete su una sola zona di Milano e penalizza solo i locali di via Lecco frequentati dalla comunità Lgbtq. Non basta mettere manifesti rainbow in metropolitana per rendere Milano una città accogliente e contro le discriminazioni. Il problema della movida è presente in tutta la città, non solo in via Lecco. Cosa ha fatto l'assessora Scavuzzo per risolvere? - la provocazione di Mariani -. E il sindaco, si è tolto i calzini arcobaleno per le elezioni?”

E alla polemica si è subito iscritto anche Luca Bernardo, candidato del centrodestra e rivale più accreditato di Sala. “Condivido la necessità dei residenti di essere tutelati dal caos notturno, ma bisogna tutelare, e non penalizzare, anche gli esercenti, chi lavora e ha fatto grandi sacrifici per acquistare o prendere in affitto bar, pub e ristoranti, attività già fortemente penalizzate dal lungo periodo di restrizioni dovute al Covid”, ha sottolineato. “L’estensione alle zone ‘Melzo’ e ‘Lazzaretto’ dell’ordinanza ‘anti-movida’ dell’amministrazione comunale sembra più una manovra elettorale per tentare di ingraziarsi i residenti che un reale tentativo di conciliare vita notturna e diritto alla quiete. Dopo un lungo periodo in cui la questione è stata ignorata, ora il sindaco uscente ha deciso di accelerare improvvisamente non tenendo conto della realtà della zona. Non solo: l’ordinanza è ancora più restrittiva rispetto ad altre aree della città, come quella di corso Garibaldi, dove vige soltanto nel weekend” ha rimarcato Bernardo. 

“Anziché prendere decisioni che guardano più alle urne che alle reali necessità delle singole aree di Milano, la giunta avrebbe fatto meglio ad ascoltare e dialogare in modo costruttivo con gli esercenti, cercando soluzioni il più possibile condivise, secondo la logica che prima si ascolta e si capiscono le criticità, e poi si emanano ordinanze. La giunta uscente ha invece ricevuto alcuni commercianti l’indomani dell’emanazione del provvedimento e gli è stato detto che è un esperimento, un ‘vedremo come andrà’. Altra logica sbagliata, perché non si fanno esperimenti sulle tasche di chi lavora. Se si fanno servono sostegni economici adeguati”, ha proseguito. “L’auspicio è che la manifestazione  di protesta venga ascoltata dal sindaco uscente e dalla sua giunta. Spero anche che per prevenire e disincentivare episodi di disturbo che nulla hanno a che fare con l’attività degli esercenti vengano predisposti adeguati controlli di polizia, che va sempre ringraziata come tutte le forze dell’ordine". 

Sala incontrerà i titolari dei locali

La sensazione - confermata dallo stesso Sala - è che si cercherà un punto di incontro, una sorta di via a metà. "Gli esercenti hanno manifestato la disponibilità di applicare un protocollo di autogestione. Io sono disposto a riceverli e ad approfondire le loro proposte", ha già annunciato il sindaco, dando "la disponibilità ad un incontro a Palazzo Marino per approfondire la questione”. 

“Quando noi agiamo su realtà cittadine e su quartieri è perché con il tavolo gestito dal prefetto e con la presenza del questore, abbiamo anche indicazione di situazioni delicate, quindi non è che ci inventiamo di dover lavorare su un quartiere o sull’altro. Questo non lo faccio per chiamare in causa il Prefetto perché so che è d’accordo", ha evidenziato. 

"Di fatto bisogna ascoltare un po’ tutti. La seconda premessa è che a volte a non intervenire si rischiano situazioni tipo quella di corso Garibaldi, dove sono i cittadini che avviano azioni", ha concluso. 
 

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