Lunedì, 20 Settembre 2021
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La sanità lombarda riparte da Milano: arrivano le case e gli ospedali di comunità

La Regione punta a realizzare 15 case e nove ospedali di comunità. Ecco cosa sono e cosa faranno

Potenziare la sanità territoriale, soprattutto a Milano e nella Città Metropolitana. Il piano (complesso) pensato dalla giunta Fontana si può riassumere così: costruire luoghi in cui garantire attività medica e infermieristica 24 ore al giorno sette giorni alla settimana e altri (più soft) in cui la presenza del personale specializzato è garantita sei giorni su sette per 12 ore al giorno. Sono gli ospedali e le case di comunità su cui la Regione vuole puntare dopo la marea nera causata dal coronavirus.

All'interno delle strutture, secondo il progetto, ci saranno tutte le funzioni più prossime al cittadino, come prevenzione e promozione salute, cure primarie con tutto il necessario per gestire i pazienti cronici, un'area di ambulatori specialistici per criticità poco complesse e un'area di servizi integrati col Comune, che si colloca tra aspetto sanitario e sociale. In breve: l'anello di congiunzione tra il l'ambulatorio del medico di base e le strutture ospedaliere.

"La Giunta ha approvato questa delibera destinata al potenziamento della sanità di prossimità, così come previsto dalla legge - ha spiegato il governatore Attilio Fontana, in conferenza stampa -. Stiamo parlando della realizzazione di case di comunità e di ospedali di comunità, il cui progetto simbolo, quello della città di Milano, verrà poi replicato negli altri territori lombardi, partendo dalle province che hanno sofferto di più durante la pandemia".

Il documento, più nel dettaglio, è stato scritto dall'Ats Città Metropolitana in coerenza con le indicazioni del ministero della Salute, dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che pone l'accento sul potenziamento dell'area territoriale. I fondi in campo non sono pochi: 700 milioni di euro, tutti per potenziare le strutture territoriali. "Di questi, oltre 140 sono già stati stanziati con delibere di Giunta nei mesi di luglio e agosto: in particolare 100 milioni per Ats Milano, 11,4 milioni per la Val Camonica e 3 milioni per ciascuna delle altre province - ha puntualizzato l'assessore al Welfare Moratti -. Regione Lombardia - ha sottolineato - è la prima a presentare un provvedimento concreto di attuazione del Pnrr, che è inserito nella proposta di legge di riforma sanitaria, e che prevede tempi certi di attuazione".

Il cronogramma del Pnrr prevede che entro settembre 2021 venga realizzata una ricognizione dei siti idonei per la realizzazione di Cdc (Case di comunità), Cot (Centrali operative territoriali) e Odc (Ospedali di comunità), entro dicembre 2021 l'individuazione precisa dei siti per la loro realizzazione ed entro marzo 2022 la sottoscrizione dell'accordo col Governo per realizzazione delle strutture, con un contratto istituzionale di sviluppo.

Più nel dettaglio la Regione prevede di costruire 15 case e nove ospedali di comunità: in media ci sarà una casa di comunità ogni 50mila abitanti mentre sarà realizzato un ospedale di comunità per ogni Asst.

"Il progetto per l'attuazione di case e ospedali di comunità parte dalla città di Milano ed è il primo in Lombardia - ha puntualizzato Moratti - ma già nei prossimi giorni saranno valutati i programmi che vengono dalle altre Ats, sulla base del modello che presentiamo oggi. Tenendo conto prioritariamente delle aree più colpite dal Covid".

Le case della comunità, ha continuato la vicepresidente e assessore al Welfare, "garantiranno l'attività medica e infermieristica sulle 24 ore, 7 giorni su 7, nelle strutture hub; sulle 12 ore, 6 giorni su 7, nelle strutture spoke, come previsto dalla duplice organizzazione (hub e spoke)".

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