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Suo figlio ha bisogno di un trapianto di rene: Pasquale (82 anni) gliene regala uno

È successo all'ospedale Molinette di Torino, padre e figlio stanno entrambi bene

Gli ha donato la vita due volte: la prima volta nel 1968, la seconda pochi giorni fa quando gli ha donato un rene. È una storia a lieto fine quella che ha come protagonisti Pasquale Longo (82 anni) e suo figlio Francesco, milanese di 52 anni. Una storia da record perché si tratta del trapianto di rene con il donatore più anziano mai fatta in Italia e a effettuarla è stato il team torinese del dottor Luigi Biancone dell'ospedale Molinette, come raccontato su TorinoToday da Gioele Urso.

"Non ho avuto timori", racconta il signor Pasquale, "Quando ho conosciuto il medico che mi avrebbe fatto il trapianto mi sono sentito al sicuro". E così, circa un mese fa, padre e figlio sono finiti sotto i ferri, ma oggi entrambi sono tornati a casa dove hanno ripreso la propria vita di tutti i giorni.

"Già dodici anni fa mi ero proposto come donatore per mio figlio, ma all'epoca mi dissero che sarebbe stato meglio un donatore quasi coetaneo e poi, seguendo una dieta specifica e una vita attenta, la sua situazione sarebbe potuta rimanere stabile per diverso tempo. L'anno scorso però la situazione è peggiorata e così ho decido di propormi nuovamente come donatore", racconta Pasquale Longo.

"L'unica preoccupazione del donatore era che noi medici dicessimo di no al trapianto", racconta il dottor Luigi Biancone, "Sapeva che era una situazione che meritava una riflessione profonda. Una volta fatti tutti gli esami del caso e abbiamo concluso che si poteva fare era la persona più felice del mondo".

Giovedì 11 marzo, sarà Giornata mondiale del rene e un trapianto come questo, da record, è lo spot migliore per incentivare la donazione: "Un trapianto del genere insegna che il mondo della medicina va avanti e diventa di medicina personalizzata, di studio approfondito del paziente e di valutazioni che migliorano la cura. In questo caso donare un rene e la terapia. Noi realizziamo la generosità delle persone salvaguardando la loro sicurezza. Diamo un segnale perché altre situazioni del genere possano essere affrontate in questo modo", conclude il dottor Biancone.

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