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Perché palazzo Marino si colora di blu

Da domenica sera a lunedì all'alba palazzo Marino si tinge di blu per la giornata del rifugiato

Palazzo Marino illuminato nel 2019

Per chi scappa. Per chi è costretto a scappare. Palazzo Marino, sede del consiglio comunale di Milano, si tinge di blu per una notte in occasione della "Giornata mondiale del Rifugiato", indetta per il 20 giugno dall’Onu.  

Come già l’anno scorso, in segno di adesione e partecipazione - si legge in una nota del comune -, "l’amministrazione comunale accoglie la richiesta dell’Unhcr, l’alto commissariato delle nazioni unite per i rifugiati, e per una notte illumina la facciata della sua sede istituzionale, Palazzo Marino in piazza Scala, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione  #WithRefugees - Together we can do anything, che vuole diffondere un messaggio di solidarietà e inclusione per gli oltre 80 milioni di persone nel mondo costrette a fuggire dalle loro case a causa di conflitti, violenze e persecuzioni".  

L’illuminazione, possibile grazie al supporto di A2A, avverrà da domenica sera al tramonto e continuerà fino all’alba di lunedì. 

“Le grandi città - ha sottolineato l’assessore alle politiche sociali e abitative, Gabriele Rabaiotti - da sempre svolgono un ruolo protagonista nelle dinamiche migratorie, essendo per eccellenza i luoghi in cui le persone cercano l’occasione per ricostruire la propria vita, dove quindi pensano di riuscire a trovare più facilmente una casa, un lavoro, opportunità per sé stesse e la propria famiglia, o anche semplicemente in cui transitano in attesa di ripartire per altre destinazioni. Riuscire a rispondere  queste richieste rappresenta senza dubbio una delle grandi sfide cui le amministrazioni locali, soprattutto quelle dei Paesi più ricchi com’è il nostro, sono chiamate. Tutti devono fare la loro parte - ha rimarcato -, così come la fanno la cooperazione, le organizzazioni di volontariato, i liberi cittadini, che negli anni hanno saputo costruire un sistema di rete che ha cercato di fornire risposte ai temi fondamentali, come la tutela dei minori, la garanzia dei diritti fondamentali, l’inserimento sociale e nel mondo del lavoro".  

Quanti rifugiati accoglie Milano

Milano, ha fatto sapere il comune, "attraverso la rete Sai, sistema di accoglienza e integrazione, che si avvale anche della collaborazione di vari enti del terzo settore, nel corso del 2020 ha ospitato 504 persone, 378 delle quali già in precedenza inserite nei centri di accoglienza e 126 arrivate nel corso dell’anno. Quanto ai minori stranieri non accompagnati, considerando sia i servizi Sai sia le altre strutture di accoglienza, quelli accolti al termine del 2020 erano in tutto 610".

"Il 46,9% degli adulti ha frequentato i corsi di lingua italiana, 89 sono stati segnalati al centro di mediazione al lavoro e 62 sono stati i beneficiari di borse lavoro, perlopiù impiegati come addetti alle pulizie, alla cucina, o come magazzinieri, manutentori, meccanici ed elettricisti. Nonostante le difficoltà legate all'emergenza sanitaria - hanno concluso da palazzo Marino - sono risultate inserite nel mondo del lavoro 116 persone, 16 delle quali contrattualizzate a seguito di borse lavoro".
 

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