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La passerella removibile: il progetto vincitore per il nuovo Museo del '900

Presentato a Milano, capo progettista è Sonia Calzoni. Resta l'alternativa del collegamento attraverso il basamento. Sala: "Testimonianza della nostra voglia di andare avanti dopo la pandemia"

Rendering Sonia Calzoni

E' dell'architetto Sonia Calzoni il progetto vincitore dell'ampliamento del Museo del '900 utilizzando il secondo arengario di piazza del Duomo, oggi sede di uffici pubblici e del Municipio 1, per 'aprire' la collezione anche all'arte contemporanea. Due le soluzioni proposte per la connessione: un collegamento aereo rimovibile che preservi la "visuale" di Torre Martini oppure l'apertura del basamento alla città. "Il collegamento aereo, oltre ad essere un 'belvedere', installerebbe le comunicazioni visive del museo rivolte alla città", ha spiegato Calzoni durante la presentazione del progetto vincitore, lunedì mattina. Il passaggio sarebbe realizzato con una trave reticolare fissata alle due colonne esistenti. "L'intervento è totalmente reversibile, è una macchina scenica".

La possibilità di unire i due arengari con la passerella era stata contestata dalla Sovrintendenza, secondo cui questa interferirebbe con il 'canocchiale visivo' che va da piazza Scala a piazza Diaz, attraverso la Galleria Vittorio Emanuele, piazza Duomo e via Marconi. Il Comune di Milano aveva però deciso di proseguire con l'indicazione ai progettisti di prevedere sia la passerella aerea sia una soluzione alternativa. La Sovrintendenza, infatti, si esprimerà ufficialmente soltanto dopo la presentazione ufficiale del progetto vincitore.

E così è il progetto di Sonia Calzoni, che prevede sia la passerella aerea, così come descritta sopra, sia il collegamento a raso, mentre già il Comune, in sede di bando, aveva escluso il passaggio sotterraneo attraverso il "bunker" di piazza del Duomo, che avrebbe altezze insufficienti.

"Il primo segno positivo sta nella testimonianza della nostra voglia di andare avanti e riprenderci", ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala: "E' una profonda e concreta dimostrazione di cosa voglia dire l'alleanza pubblico-privato. Ringrazio la Fondazione Pasquinelli che donerà cinque milioni di euro e contribuirà con opere di Balla, Boccioni, De Chirico e altri. Tutti sappiamo che la città dovrà cambiare in meglio, ma non dobbiamo perdere parte delle nostre qualità che hanno fatto grande la città e portato lavoro. La reputazione internazionale e gli effetti sul turismo sono un valore vero, quante categorie lavorano più e meglio con i turisti? Alcune cose le dobbiamo recuperare integralmente, altre dovremo cambiarle, ma sarà questo mix a farci ripartire".

"Di cultura non ce n'è mai troppa"

"Una città, nella sua complessità, merita tantissima cura", ha proseguito il primo cittadino: "Tutti noi abbiamo in mente quelle che, a nostro parere, dovrebbero essere le priorità. In questa necessaria cura di tutta la città, dal cartello storto ad altro, è necessario tutto, ma la cultura gioca un ruolo fondamentale, non ce n'è mai troppa. In questi precisi giorni in cui il mondo rialza la testa, un segno così importante nel credo assoluto di Milano verso la cultura è qualcosa di molto buono. Ieri è stata una giornata felice per l'italia, oggi facciamo 'doppietta'".

"E' un progetto da Campioni d'Europa - ha proseguito Pierfrancesco Maran, assessore all'urbanistica - perché rappresenta la voglia di questa città di andare oltre. L'idea che progetti così qualificanti avvengano attraverso un processo di selezione andrebbe posta come regola per tutti i grandi progetti. E poi è stato importante creare le condizioni per arrivarci: è stato possibile anche per un grande lavoro di riorganizzazione degli spazi pubblici della città. In questo momento nel secondo arengario si trovano gli uffici dell'assessorato allo sport, non sarà più così anche perché negli ultimi due mesi abbiamo concentrato diciassette sedi diverse del Comune in due edifici da noi acquistati al Corvetto e alla Bovisa. Questo vuol dire che duemila lavoratori ora lavorano insieme e abbiamo liberato spazi. L'attenzione al mondo della cultura e il legame tra cultura e crescita economica era essenziale: così liberiamo questi spazi per allargare il Museo del 900. Quest'idea di muoverci verso il contemporaneo l'avevamo, ma dieci anni fa abbiamo rinunciato perché non c'erano queste collaborazioni e spazi".

C'è stato il senso del giocare le partite insieme, senso di gioco di squadra", ha concluso Filippo Del Corno, assessore alla cultura: "Fin dall'inizio il processo, complesso e sfidante, è stato accompagnato da tutta la struttura comunale. A cosa serve oggi ampliare un museo? Non solo a dare ulteriore spazio alle collezioni ma ad accompagnare il visitatore dal '900 al contemporaneo. L'ampliamento ci permette di raccogliere la potenza molteplice dei 'novecenti'".

"Milano culla di correnti artistiche"

"Sono molto contenta di offrire alla città l'estensione del Museo del '900", ha commentato la vincitrice del concorso, Sonia Calzoni: "A Milano sono nate correnti artistiche internazionalmente riconosciute e, quindi, questo va nella strada della tradizione della nostra città. In questo momento di ripresa dopo la pandemia, ripartire dalla cultura è di buon auspicio e un'attenzione prioritaria per la città. Il nostro progetto intende riunire, in un unico organismo, il Museo del '900". 

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