Scomparsa Patrizia Pozzi: addio alla studiosa e prof della Statale

Con Miuccia Gigante scrisse 'Mai più lontani”, Resistenza e antifascismo visti con gli occhi di una bambina, in ricordo di Vincenzo Gigante, comandante partigiano deportato e assassinato

Patrizia Pozzi (foto Anpi)

Addio alla studiosa e professoressa di storia del pensiero ebraico dell'Università degli Studi di Milano. Patrizia Pozzi, 64 anni, è scomparsa dopo una lunga e dolorosa lotta contro la sla. I milanesi che hanno seguito le sue lezioni in via Festa del Perdono non dimenticheranno mai la passione e l'entusiasmo con cui insegnava, né la sua eleganza e la sua empatia.

A ricordare la docente e il suo instancabile impegno anche a favore dell'antifascismo è stato Roberto Cenati, presidente Anpi Provinciale di Milano mettendo in luce la sua attività di divulgazione dei valori resistenza e della costituzione.

Chi era Patrizia Pozzi

Nata a Milano nel 1956, l'insegnante aveva scritto con Miuccia Gigante il libro 'Mai più lontani', Resistenza e antifascismo visti con gli occhi di una bambina, in ricordo del padre di Miuccia, Vincenzo, tra i primi oppositori al regime fascista, comandante partigiano, deportato e assassinato nella Risiera di San Sabba a Trieste, Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

La professoressa aveva studiato vari aspetti della filosofia di Spinoza pubblicando, su questo autore diversi titoli, tra i quali 'Visione e parola. Un’interpretazione del concetto spinoziano di scientia intuitiva, tra finito e infinito' (Franco Angeli, Milano 2012) e De vita solitaria: Petrarca e Spinoza (Mimesis, Milano 2017). Inoltre, aveva curato i 'Quaderni Spinoziani', tra cui 'L’eresia della pace - Spinoza e Celan. Lingua, memoria, identità.

Iscritta all’Anpi di Cologno Monzese (Milano) e all’Aned, Patrizia Pozzi aveva condotto ricerche e studi sui vari aspetti del fascismo e sulla deportazione. Suo nonno, Antonio Fanzel, oppositore al nazifascismo fu deportato e ucciso nel lager nazista di Mauthausen. "Ho conosciuto Patrizia, con la quale, come Anpi abbiamo organizzato numerose iniziative per il Giorno della Memoria - ha scritto Cenati in una nota -. Non dimenticherò mai la sua passione, le sue analisi precise e puntuali sulla storia della deportazione e dei crimini del nazifascismo. Patrizia era sempre disponibile nell'offrire il suo importante e indispensabile contributo, con l'entusiasmo e l'empatia che suscitava in tutti noi. Non la dimenticheremo mai".

Nel 2017 dopo essere rimasta ricoverata in rianimazione, la docente aveva scritto una lettera per salutare i suoi allievi, impossibilitata, nel continuare a insegnare a causa della malattia. "Sono sopravvissuta per miracolo e grazie allʹamore delle mie figlie - si legge nel testo - ma la mia situazione è difficile: attualmente respiro collegata ad un ventilatore, mi nutro via Peg (ho un buco sia in gola che nella pancia, con i rispettivi tubi collegati ad apposite macchine), non mi muovo più (sono tetraplegica) e riesco a parlare (miracolosamente) solo per qualche ora al giorno. Scrivo al computer con gli occhi. Non posso essere assistita a casa e sono perciò ricoverata in un Centro apposito in provincia di Lecco, a Merate. Certamente, sarei stata la candidata perfetta per un lager nazista o per il castello di Hartheim, e per un forno crematorio,  come avvenne a mio nonno, Antonio Fanzel, deportato politico ucciso a Mauthausen: aveva 35 anni e lasciava una moglie e cinque figli. Anchʹegli, come milioni di esseri umani, passò per il camino: le fiamme che arsero i libri nel 1933 (il più grande il 10 maggio) furono le fiamme che arsero per cancellare chi era ritenuto indegno di vivere, anche i disabili, come me in questo momento della mia vita".

"Ecco tutto... tutto piuttosto difficile: eppure mi piace ancora vivere e desidero continuare a vivere - scriveva ancora la studiosa -. E desidero poter scrivere, discutere, lottare secondo gli ideali che guidavano mio nonno e che hanno sempre guidato anche me: questo è per me linfa vitale. Non considero quello che non ho, ma quello che ho: e ringrazio il Cielo di poter avere ancora la luce degli occhi, del cuore, della mente".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Milano, la Lombardia è zona arancione: le faq aggiornate per capire cosa si può fare

  • Oggi e domani Lombardia in zona arancione: regole e divieti per il weekend, cosa si può fare

  • Milano, il negozio vieta l'ingresso "alle persone vaccinate di recente": il cartello diventa virale

  • Da oggi al 15 gennaio Lombardia in zona arancione, cosa si può fare e cosa no

  • Lombardia verso la zona rossa da lunedì 18 gennaio

  • Zona bianca (ovvero tutto aperto) col nuovo Dpcm: quando potrebbe arrivarci la Lombardia

Torna su
MilanoToday è in caricamento