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Milano sta pensando di togliere il pavè dalle strade (almeno un po')

Il sindaco uscente Beppe Sala: "Se lo si toglie nei punti critici non è sbagliato"

Via il pavè. Ma non tutto. A Milano si torna a parlare di sicurezza stradale collegata allo stato delle vie cittadine. E, come quasi sempre accade, nel mirino torna il pavè: una questione che da sempre crea polemiche perché sono piuttosto agguerriti sia i favorevoli sia i contrari. C'è chi ricorda che si tratta di un simbolo di Milano, soprattutto del centro storico, e la Sovrintendenza stessa tende a tutelarlo almeno nelle strade più centrali, come via Torino. I "rivali", invece, sottolineano come spesso incidenti in bici e moto siano causati proprio dal pavè e dalla sua manutenzione. 

Nelle scorse ore sul tema è intervenuto il sindaco uscente Beppe Sala, candidato alle prossime elezioni. "Si può andare avanti nel togliere un po’ di pavé senza svilire il suo significato storico e architettonico”, l'apertura del primo cittadino a margine di un evento elettorale a Porta Genova. 

Sala ha poi spiegato di non essere “per togliere totalmente il pavé, però se lo si toglie nei punti più critici non è sbagliato. Ovviamente ogni volta è una lotta con la Sovrintentenza, ma credo che si debba andare avanti”, ha rimarcato il sindaco. E ancora, a chi gli chiedeva dello stato del pavé e dei binari non più utilizzati dai tram, Sala ha evidenziato che "si può pian piano sistemare tutto, in via Palestro si sta facendo questa operazione. Se i binari non si usano più bisogna tirarli su e magari approfittando dei lavori - ha concluso - a volte tiriamo su anche il pavé”. Già tre anni fa, quando il tema era (ri)diventato centrale, il sindaco aveva ammesso che "i milanesi amano il pavé, ma è da ripensare". 

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