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Il nuovo piano del welfare del Comune di Milano

Più servizi per sanità e adolescenti

E' pronto un nuovo piano del welfare del Comune di Milano, preparato per affrontare nuove sfide e bisogni a fronte, anche, di alcuni cambiamenti nella società cittadina. Ad esempio, l'aumento degli over 65 del 6,5% in vent'anni, così come una forte presenza di nuclei familiari di una sola persona (oltre il 47%). Evoluzioni che, nei prossimi anni, sono destinate a proseguire su questa strada. 

"Abbiamo la necessità - spiega l'assessore al welfare Lamberto Bertolé - di cambiare approccio, integrando la componente assistenziale con un potenziamento del welfare territoriale e generativo basato sulla costruzione di reti di sostegno che possono dare risposte integrate tenendo conto della peculiarità della situazione di ogni persona". Secondo l'assessore, l'amministrazione "vuole assumere un ruolo più forte di coordinamento e regia", per far incontrare meglio la domanda e l'offerta dei servizi sociali. 

Il documento verrà ora sottoposto alle osservazioni dei nove Municipi e infine verrà approvato dal consiglio comunale. E' il primo piano del welfare elaborato a Milano dopo la pandemia covid. Viene introdotta anzitutto la figura del welfare community manager, un operatore sociale che lavorerà nei quartieri per favorire appunto la sinergia con 'tutta la Milano possibile', ovvero tra tutti gli attori presenti in quel determinato territorio.

Adolescenti e sanità

Per quanto riguarda le manifestazioni del disagio giovanile, intensificatesi negli ultimi mesi, l'obiettivo è quello di supportare gli adolescenti in un percorso di crescita sereno e intercettare il malessere prima che si cronicizzi o assuma forme patologiche. A questo scopo prosegue AccogliMI, il progetto dedicato alle ragazze e ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni e alle loro famiglie con lo scopo di offrire orientamento psicologico utile ad affrontare le difficoltà che caratterizzano questa particolare fase della vita ed eventualmente a indirizzarli verso servizi specialistici sanitari, educativi e ricreativi.

Un’ulteriore priorità delineata nelle cento pagine del piano riguarda la tutela della salute e la non più rinviabile integrazione socio-sanitaria delle risposte. Il punto di partenza di tale integrazione sarà la presenza dei servizi sociali territoriali all’interno delle case di comunità previste in città. "Uno degli obiettivi per cui abbiamo più intensamente lavorato - prosegue l’assessore Bertolé - è la presenza nelle case di nuova costruzione di una parte a disposizione del Comune e dedicata all’insediamento di servizi di tipo sociale. Questo risultato è il primo passo per il superamento di un sistema sanitario ospedalocentrico che ha dimostrato durante la pandemia tutti i suoi limiti".

Case arcobaleno e antiviolenza

Confermato l'impegno insieme alle 'case arcobaleno', ovvero gli appartamenti dedicati a ospitare persone vittime di situazioni di esclusione sociale a causa del loro orientamento sessuale o di un percorso di transizione avviato. Attualmente sono accolte 15 persone ma l'obiettivo non è soltanto l'accoglienza residenziale, ma anche l'ascolto, l'informazione e l'accompagnamento a vari servizi. Infine, prosegue anche l'impegno con i nove centri antiviolenza e le otto case rifugio per contrastare il maltrattamento domestico e la violenza di genere.

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