Giovedì, 29 Luglio 2021
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Come stanno le piante in Italia (e in Lombardia)

I dati analizzati con il coordinamento del Museo di Storia Naturale di Milano confermano il primato dell’Italia in Europa per maggior numero di piante native e la persistenza della Lombardia tra le regioni più ricche di specie. Aumentano però rispetto al 2018 i casi di estinzione e di piante aliene

Corydalis densiflora apennina, sottospecie descritta nel 2019

Sulla rivista scientifica Natural History Sciences, edita dal Museo di Storia Naturale di Milano (Comune di Milano) e dalla Società Italiana di Scienze Naturali, è stato pubblicato il Report relativo all’anno 2020 sulle piante spontanee in Italia, che confronta i dati con quelli precedenti di inizio 2018. Nel 2018 oltre 50 botanici italiani e stranieri avevano “fotografato” lo stato delle conoscenze sulla biodiversità vegetale presente in Italia, facendo confluire tutti dati nel Portale della Flora d’Italia, liberamente accessibile e interrogabile. Due volte l’anno il Gruppo di Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana pubblica tutti gli aggiornamenti sulla rivista Italian Botanist.

Il lavoro di raccolta dati è coordinato da Gabriele Galasso del Museo di Storia Naturale di Milano, Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti (Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino: Università di Camerino, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga) e Lorenzo Peruzzi (Università di Pisa), che hanno confrontato ciò che è cambiato da marzo 2018 a dicembre 2020. Nell’articolo vengono forniti tutti i numeri di dettaglio sulle specie native e aliene presenti in Italia e in ogni regione. Da questo report si deduce che la flora vascolare nativa e aliena italiana è oggi composta da 9.897 specie e sottospecie, appartenenti a 1.547 generi e 198 famiglie; a marzo 2018 erano 9.792 specie e sottospecie.

La componente nativa o autoctona della flora vascolare italiana è oggi costituita da 8.237 specie e sottospecie (1.103 generi e 153 famiglie) rispetto alle 8.195 del 2018. Questo dato consolida il primato dell’Italia in Europa, in quanto l’Italia è il Paese europeo che ospita il maggior numero di piante native (e il secondo Paese nel bacino del Mediterraneo dopo la Turchia). L’aumento complessivo registrato è pari a 42 unità (+0,51%). In 31 casi si tratta di entità nuove per la scienza, spesso endemiche italiane, descritte nel frattempo. Questo aumento mette in evidenza quanto ci sia ancora da lavorare nell’esplorazione e nella ricerca floristica di base, in quanto anche l’Italia ospita molte specie native che sono ancora da scoprire. Le entità autoctone sicuramente ancora presenti in Italia sono 7.528, mentre 564 non sono state confermate negli ultimi tempi (erano 568 nel 2018), 99 sono di dubbia presenza e per 18 si hanno dati insufficienti. Delle 564 entità non confermate, 28 sono considerate estinte o probabilmente tali.

Quali le regioni più ricche? È stata stilata una classifica delle regioni in base al numero di piante ospitate e le prime sono: Piemonte (3.554), Trentino-Alto Adige (3.506), Toscana (3.458), Lombardia (3.452), Veneto (3.360) e Abruzzo (3.235). Le specie endemiche italiane, che cioè crescono esclusivamente in Italia, sono 1.727, di cui 119 non confermate in tempi recenti, 1 di dubbia presenza e 13 considerate estinte o probabilmente tali. Le regioni amministrative ai primi posti per la presenza di endemiti italiani sono: Sicilia (424), Sardegna (319), Calabria (300), Abruzzo (299), Basilicata (240) e Toscana (227). Il numero delle entità considerate estinte a livello nazionale è purtroppo lievemente aumentato, passando da 26 a 28 (+7,7%); in 13 casi sono coinvolte specie endemiche italiane.

La componente aliena o alloctona della flora vascolare italiana è oggi costituita da 1.660 specie, sottospecie e ibridi (il 16,16% della flora italiana totale) rispetto alle 1.597 del 2018. L’aumento complessivo registrato è pari a 63 unità (+3,94%), un dato che documenta un continuo e preoccupante aumento del fenomeno dell’invasione biologica. In alcune regioni amministrative tale aumento è particolarmente allarmante: +28,09% in Calabria, +16,51% in Friuli Venezia Giulia, +11,03% in Toscana. Questi valori sono probabilmente dovuti all’intensificazione dell’esplorazione, tuttavia si tratta di cambiamenti sostanziali, che meritano grande attenzione. Le entità aliene ormai stabilmente insediatesi in Italia sono 820 (593 naturalizzate e 227 invasive), mentre 744 si limitano a presenze casuali e temporanee.

Anche in questo caso è stata stilata una classifica delle regioni in base al numero di entità aliene e le prime sono: Lombardia (790), Toscana (644), Veneto (643), Trentino-Alto Adige (592), Emilia-Romagna (557) e Piemonte (547). Tra le specie aliene invasive di rilevanza comunitaria [Regolamento (UE) 1143/2014; Regolamenti di esecuzione della Commissione (UE) 2016/1141, 2017/1263 e 2019/1262] 20 sono presenti in Italia: 16 invasive a livello nazionale, 3 naturalizzate e 1 fortunatamente non confermata in tempi recenti.

* Gabriele Galasso è ricercatore e curatore presso il civico Museo di Storia Naturale di Milano

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