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La pista ciclabile in Corso Buenos Aires

La pista ciclabile in Corso Buenos Aires

Più bici e meno auto in centro a Milano, insorge la minoranza: "Non siamo in Olanda"

Il Municipio 1 ha approvato un ordine del giorno per creare una "bike lane" sulla cerchia dei Navigli. L'opposizione (e i tassisti) sono contrari alla realizzazione dell'opera

Togliere spazio alle auto nel centro storico di Milano per consegnarlo a ciclisti e pedoni e quindi trasformare la città. È il progetto del Municipio 1 della metropoli lombarda che — in sintonia con Palazzo Marino — ha approvato un ordine del giorno per chiedere la realizzazione di una bike lane in pieno centro. Per il momento si tratta di una idea (concreta), ma non c'è ancora un progetto definito nel dettaglio. E l'idea (nel tratto da Cadorna a Lanza) è quella di riservare due corsie al trasporto pubblico, ai taxi alle moto e, attraverso il modello "bike lane", alle biciclette; mentre una corsia centrale a senso unico di marcia verrebbe destinata al traffico automobilistico privato in direzione di marcia antioraria. 

Una scelta per liberare il centro dalle auto che incontra le perplessità (è un eufemismo) delle forze di minoranza in consiglio comunale. "L’idea della doppia corsia preferenziale lungo la circonvallazione dei Navigli produrrà ancora una volta più congestione del traffico, più inquinamento e priverà il centro di Milano dell’unica arteria stradale idonea a fluidificare il traffico e di più di 500 parcheggi per residenti", commenta Fabrizio de Pasquale.

"I milanesi sono ancora in attesa di poter votare il referendum sulla riapertura dei Navigli proposta e incredibilmente affossata dallo stesso sindaco Sala e invece si ritroveranno un'altra assurda pista ciclabile voluta per bloccare ancora di più il traffico in una città che invece dovrebbe essere lasciata libera di correre a mille all'ora — ha commentato Alessandro Morelli, capogruppo della Lega a Palazzo Marino —. Se il Pd ritiene di far uscire i settori del commercio, turismo, ristorazione e le altre che hanno fatto grande la nostra città con il risciò, il disastro è assicurato".

Anche i tassisti sono contrari alla nuova pista ciclabile: "Non siamo una città o un paesino dell'Olanda — ha dichiarato Emilio Boccalini, presidente di Taxiblu —. Siamo a Milano dove oltre l'ottanta per cento della gente viene non per turismo, specie dopo il Covid, ma per lavorare, fare affari e spostarsi con rapidità: continuare a dar vita a progetti che causano strettoie, ingorghi e caos del traffico vuol dire di non aver capito nulla della città che si governa".

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