Milano, un'altra ciclabile della discordia (che non piace neanche a chi ama le biciclette)

Polemiche per la ciclabile in viale Legioni Romane. È scontro politico, ma non solo

Due ruote, ma tante, tantissime polemiche. C'è un'altra ciclabile della discordia a Milano, che si "unisce" a quella Venezia-Baires, il cui esordio è stato bagnato da tantissime discussioni, errori tecnici di progettazione - poi aggiustati in corso d'opera - e disagi, soprattutto per le fermate della notturna della M1 sparite

Il "mirino" adesso è spostato sulla pista di viale Legioni Romane, una di quelle fortemente voluta dal comune, che dopo l'emergenza Coronavirus sta cercando di spingere quanto più possibile sulla "mobilità dolce" anche per l'esigenza di tenere i mezzi pubblici cittadini più vuoti

Ciclabile in Legioni Romane, è scontro 

A fare il primo passo sono stati gli esponenti di Fratelli d'Italia del Municipio 6, che hanno espresso a chiare lettere - con uno "striscione" affisso sul cantiere - tutto il loro dissenso alla nuova ciclabile Legioni Romane - Inganni. Ad organizzare la protesta sono stati Massimo Girtanner ex presidente della Zona 6, e i consiglieri di municipio Antonella Buro, Gaetano Bianchi e Stefania Carnevali. "È del tutto evidente che la frenesia del pedalate tutti doveva contagiare la periferia, peccato che come altre piste ciclabili, sia stata decisa nelle segrete stanze di Granelli con il coinvolgendo degli ultras delle due ruote, delle associazioni e del municipio stesso - il j'accuse di Girtanner -. Non hanno voluto interfacciarsi con i residenti come spesso è capitato in questi anni, i quali si sono rivolti a noi per denunciare il rischio concreto della diminuzione dei posti auto e futuri ingorghi". 

In pieno stile scontro politico, la palla è poi passata a Santo Minniti, numero uno del Municipio in quota Pd, che si è fatto fotografare - anche lui - davanti al cantiere con in mano un cartellone che riassumeva tutti i punti a favore della ciclabile. "In questi giorni partiti di opposizione in Municipio 6 stanno legittimamente criticando la scelta di realizzare una ciclabile in Legioni Romane. Ed è un bene che le visioni diverse di futuro siano esplicite e trasparenti, perché i cittadini scelgano quella che li convince di più - ha poi scritto sul proprio profilo Facebook -. Il passato lo conosciamo tutti: diverse vittime di incidenti stradali su Legioni Romane, pedoni travolti, difficoltà di sosta per i residenti a causa delle tante auto da fuori città che usano le strade come parcheggio di interscambio, e una territorio che troppo spesso ha superato i limiti di inquinamento ambientale".

"Per il futuro c'è chi ha in mente un modello identico al passato. Noi in Municipio 6 abbiamo invece in mente un futuro diverso: una fitta rete di mobilità ciclopedonale che consenta ai cittadini di spostarsi da un punto all'altro del territorio in bici, in monopattino o a piedi in totale sicurezza. Ma non c'è solo questo - ha assicurato -. Intendiamo dare il nostro contributo sul tema ambientale, per garantire a tutti il diritto alla salute e ad una vita sana. E intendiamo anche rendere sicure le strade per chi si sposta in auto, facilitando la sosta dei residenti. Per queste ragioni abbiamo deciso di avviare sull'ambito Legioni Romane-Bisceglie, Primaticcio, Inganni, Tirana-Piazza Napoli una serie di interventi che disegnino un diverso modo di muoversi e di vivere la città: carreggiate più strette per moderare la velocità, piste ciclabili leggere e bike lane per rendere facile spostarsi con mezzi non inquinanti, messa in sicurezza di attraversamenti e incroci, strisce blu per favorire la sosta dei residenti. Non è auto contro bici: è futuro contro passato, sostenibilità contro inquinamento, mobilità sicura contro caos e incidenti. È - ha concluso - trasporto pubblico e privato, insieme verso una città più vivibile".

Dicono no anche i ciclisti

La ciclabile, dissidi politici a parte, ridisegnerà innegabilmente viale Legioni Romane. La strada diventerà più stretta per le auto, i parcheggi verranno spostati di più verso il centro della carreggiata e la pista sarà creata proprio tra l'area di sosta e il marciapiede. Ma l'idea sembra non piacere anche a chi non ha nessun interesse politico da difendere o rivendicare. 

È il caso dei "Genitori senza smog", un'associazione nata quasi 20 anni fa proprio per lanciare campagne in favore della mobilità sostenibile. Giovedì mattina, dal gruppo hanno preso posizione e hanno bocciato il progetto. "In viale Legioni Romane sono incominciati i lavori per una nuova pista ciclabile. Come per corso Buenos Aires c'è chi si oppone. E noi? Noi questa volta siamo in difficoltà. Noi siamo assolutamente a favore delle piste ciclabili, ma chiediamo che vengano fatte bene", hanno sottolineato, parlando di "imbarazzo". 
 
"Purtroppo il progetto di viale Legioni Romane, così come è stato presentato, ha dei gravi problemi. Il primo fra tutti è quello che la ciclabile è larga solo 1,5 metri, il minimo da normativa, e fra l'altro non è neanche rettilinea. Ma quant'è 1,5 metri? Per capirlo ci torna utile l'Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. Se siete alti 1,70m, allargate le braccia: la pista ciclabile è più stretta di 20 centimetri delle vostre braccia. È facile capire quanto quanto sia stretta", hanno spiegato.

"E in quella piccola sezione, dove da una parte c'è il cordolo del marciapiede, dall'altra le auto in sosta, ci dovrebbero passare ciclisti, in numero sempre maggiore, monopattinisti, che aumentano di giorno in giorno, commuter con la bici elettrica, che vanno a 25 km/h, genitori che portano i figli a scuola che vanno a 10 km/h, le bici cargo dei fattorini, che sono larghe 1 metro e lunghe 2,5m. Nel frattempo la sezione della carreggiata viene lasciata a 4,40 metri + 4,40 metri che non è né carne né pesce: troppo stretta per avere due corsie per senso di marcia, fin troppo larga per una corsia. Che senso ha fare la ciclabile così stretta e lasciare la carreggiata così larga? Per fare un paragone, la ciclabile di Buonos Aires, che è larga da 2 a 3 metri, già oggi appare troppo stretta". 

Quindi, l'appello all'assessore alla mobilità, Marco Granelli: "Il Comune di Milano non può pensare di continuare a dare un colpo al cerchio e uno alla botte. L'abbiamo detto più volte, il modello adottato in corso Buenos Aires, zona 30, ciclabile larga e marcipiedi allargati, va replicato in tutta la città. La scelta deve essere di favorire e privilegiare ciclabilità e pedonalità, di riequilibrare lo spazio pubblico, non quella di continuare a pensare alla ciclabilità come una modalità di trasporto marginale, a cui dedicare spazi risicati", hanno rivendicato i "Genitori senza smog". 

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"Quindi capite oggi il nostro imbarazzo, quando da una parte c'è un progetto di ciclabilità problematico, dall'altra c'è chi si oppone in generale a qualsiasi ciclabile. Quindi noi certo non diciamo no a questa ciclabile, ma non riusciamo neanche a sostenere progetti insufficienti. Quindi il nostro - hanno concluso - è un no alle ciclabili fatte così". 

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