Martedì, 16 Luglio 2024
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L'Estetista Cinica organizza un evento (con banchetto) a Brera: scatta la polemica

La pagina Instagram Milano_segreta si è scagliata contro Cristina Fogazzi

Prima le tavole imbandite all’interno della Biblioteca Nazionale Braidense e la discoteca all’aperto nel cortile d’onore di Brera. Tutto con influencer spagnole per lanciare il brand dell’Estetista Cinica in Spagna. Poi le polemiche. È quello che è successo nelle scorse ore dopo che il marchio di moda di Cristina Fogazzi ha organizzato una serata all’interno della Pinacoteca più famosa d’Italia.

La polemica è nata e si è alimentata su Instagram. A scagliarsi contro l’Estetista Cinica è stata la pagina Instagram Milano_segreta, realtà che si occupa di organizzare tour culturali nella città. “Ieri è andato in scena uno spettacolo a dir poco indecoroso, anzi, proprio indegno, che non fa onore per nulla a un'istituzione importante come quella di Brera. Ma siccome vedo che nessuno di chi è esposto o addetto ai lavori ha il coraggio di esporsi, lo dico io”, ha scritto in diverse Instagram stories.

“Apprendo con grande sgomento, incredulo, che ha organizzato una festa per il suo marchio, a Brera. E vabbé, potrà dire qualcuno, paga, fa pubblicità anche al museo, che te frega? No, mi frega eccome - ha continuato -. Perché la cena in particolare, è stata allestita all'interno della Biblioteca Braidense. Per chi non lo sapesse o chi non ci è mai stato, per entrare in Braidense agli studenti stessi che necessitano di consultare libri, alle guide turistiche idem e a chiunque abbia bisogno di fare comunque ricerche, è tassativamente proibito mangiare all'interno, e tassativamente proibito anche bere dell'acqua. E tassativamente obbligatorio anche usare guanti bianchi all'interno. Regole giustissime, visto che vorrei ricordare a chi non lo sapesse, che la Braidense ha un patrimonio libraio inestimabile tra i più importanti d'Europa. Ora qualcuno deve spiegarmi, come cazzo è possibile che addirittura si permetta di fare all'interno abbuffate, musica ecc, a letteralmente pochi centimetri dagli antichissimi tomi e dagli scaffali”.

“Tralascio poi un momento di ancora ben più alto spessore, così adatto per un luogo culturale come il complesso di Brera, come quello dell'arrivo di pizze delivery a bordo delle vespe - ha proseguito -. Tra musica, di e cottillons. In Brera. Neanche Vanzina in uno dei suoi film natalizi più trash credo abbia mai partorito una simile assurdità, ma vabbè. Tutta sta gente a mangiare cannoli fra tomi secolari, ha usato i guanti poi per andare in giro come viene obbligato di fare a noi comuni mortali?”.

La replica di Cristina Fogazzi è arrivata a stretto giro. “Ho organizzato un evento dentro Brera io, come lo hanno organizzato altre persone prima di me”, ha replicato sempre attraverso alcune story di Instagram. “La location è stata voluta da me perché l’alternativa era un altro hotel. Siccome c’erano dieci influencers spagnole molto grosse e così nelle loro story hanno prima fatto un tour dentro Brera facendo vedere la nostra Pinacoteca a milioni di persone in Spagna”. Fogazzi ha poi sottolineato che l’evento aveva le necessarie autorizzazioni e sono state prese le necessarie precauzioni: le candele sulle tavole erano finte e non sono state scattate foto con il flash. “Si usa tutta l’accortezza che il museo richiede. Organizzare eventi in questi contesti è molto complicato perché ci sono delle regole molto strette. I catering sono scelti dai musei. È chiaramente tutto molto più costoso (rispetto a un evento in una location tradizionale, ndr) ma ovviamente tutto valutato”.

“Ho pagato per stare in una location. Ho pagato sempre per tutto quello che ho fatto, come fa qualsiasi altro brand. Smettiamola con la mistificazione dei luoghi della cultura. Le opere che vedete dentro Brera sono state fatte grazie alla committente privata. Se non lo sapete, i quadri, i grandi dipinti che voi andate a vedere, sono sempre stati prodotti per la committente privata. Tutta la pittura è sempre stata voluta fortissimamente dalla committenza privata anche nelle sue evoluzioni storiche. La Pinacoteca di Brera, inoltre, non è un museo visitassimo in Italia. Ho deciso di portare dieci influencers spagnoli a Brera dicendo ‘Cosi qualche milione di persone in Spagna vede Brera’”. Fogazzi ha poi sostenuto che le critiche ricevute erano più delle offese, in quanto è stata definita una ‘Parvenu’. “Menomale che ci sono persone che si arricchiscono col proprio lavoro. Quello che ho me lo sono guadagnato tutto. Non sono ricca di famiglia”, ha sottolineato.

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