Sabato, 16 Ottobre 2021
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Perché il PoliMi ha inserito un esame di italiano obbligatorio prima della laurea

Test d'italiano obbligatorio al Poli per gli studenti stranieri. Il motivo

Attrarrli in Italia. Farli restare in Ialia. Il Politecnico, uno tra gli atenei meneghini con la maggiore vocazione internazionale, ha deciso di organizzare dei corsi di italiano per i propri studenti stranieri iscritti alle lauree di secondo livello così da prepararli per il mondo del lavoro, cercando quindi di non perdere le loro competenze dopo aver formato i giovani. 

"È una nuova fase del processo di internazionalizzazione dell’Ateneo che con l’istituzione delle lauree magistrali in inglese ha attratto sempre più studenti stranieri. Dopo aver raggiunto il 30% di iscritti non italiani alle magistrali, il Politecnico punta a far restare i futuri laureati in Italia", hanno spiegato dal Poli in una nota. Aggiungedo che "l'iniziativa mira non solo alla maggior integrazione degli studenti stranieri nel tessuto sociale e culturale italiano, ma cerca di soddisfare la domanda del mercato del lavoro che richiede sempre più professionalità dall’estero".

Per questo l'ateneo - dopo un test preliminare - permetterà agli studenti di partecipare ai corsi con insegnanti madrelingua e gli studenti non potranno laurearsi se non avranno superato l'esame finale. 

"Il programma di studio si propone come obiettivi il comprendere ed elaborare frasi ed espressioni di uso quotidiano per soddisfare bisogni primari, la socializzazione, per l’utilizzo della lingua in chiave sociale e la dimestichezza, per acquisire scioltezza in situazioni comunicative più elaborate e riuscire a usare la lingua in modo flessibile ed efficace per scopi professionali e accademici", hanno chiarito ancora dal Poli.

"Attrarre talenti dall’estero e fare in modo che contribuiscano alla crescita del nostro Paese: questo è l’obiettivo - ha commentato Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano -. Se l’inglese consente a tanti giovani di scegliere il Politecnico di Milano all’interno di un panorama globale altamente competitivo, l’insegnamento della lingua italiana diventa strategico nel trattenere chi si è formato nelle nostre aule e pone un limite alla continua migrazione di quanti, nonostante anni passati a Milano, continuano a sentirsi stranieri. In questo modo permettiamo a giovani e brillanti ingegneri, architetti e designer di inserirsi in contenesti lavorativi locali, portando in dote la ricchezza di una mentalità cosmopolita. Consentiamo loro di radicarsi a livello sociale, condizione indispensabile - ha concluso - per condividere obiettivi di crescita e di sviluppo.”

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