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Povertà: in Lombardia uno su tre è minorenne, uno su due è italiano

I dati di Banco alimentare che, nel 2017, ha assistito in Lombardia 209 mila persone

209 mila persone hanno usufruito nel 2017 delle donazioni alimentari del Banco alimentare della Lombardia, per 102.500 pasti al giorno. Le tonnellate di alimenti sono state quasi 19 mila. I numeri sono in crescita e il cibo donato è aumentato del 23%. Tuttavia, secondo il direttore dell'associazione Marco Magnelli, il 54% delle 1.247 strutture caritative convenzionate ha faticato a rispondere ai bisogni alimentari degli assistiti. Il 34% delle strutture, inoltre, registra un incremento di assistiti e soltanto il 15,5% una diminuzione degli stessi.

Nel 2017 sono poi aumentati i prodotti recuperati dallo spreco: 10.887 tonnellate di eccedenze (non commercializzabili ma commestibili) recuperate dalla gdo, dalla filiera agroalimentare, dalle produzioni agricole e dalla ristorazione, che rappresentano quasi il 60% degli alimenti distribuiti. E 38 milioni di euro sono arrivati dal Comune di Milano, l'ente che investe di più su questa tematica in Italia. "Il reddito di inclusione, che può essere migliorato, ha aperto una porta contro povertà ed emarginazione", ha affermato Pierfrancesco Majorino, assessore milanese alle politiche sociali.

"Ancora oggi molte famiglie lombarde vivono in situazioni di indigenza", ha spiegato Stefano Bolognini, assessore regionale alle politiche sociali: "Diventa quindi più importante l'attività di recupero e distribuzione dei prodotti alimentari ai fini della solidarietà sociale, avvalendosi di enti non profit". L'obiettivo della Regione è ridurre gli sprechi del 50% entro il 2025.

Un povero su tre è minore in Lombardia

In Lombardia un povero su due oggi è italiano, uno su tre è minore, e la causa principale dell'indigenza è la perdita di lavoro del capofamiglia. Sono questi alcuni dei dati della ricerca condotta sulle 1.247 strutture caritative partner dell'associazione Banco alimentare della Lombardia in collaborazione con Altis (Alta scuola impresa e societa') dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Il 35,7% delle strutture caritative intervistate afferma di non aver visto nessuna persona assistita uscire dalla condizione di bisogno nel corso del 2017, mentre il 43,2% delle strutture dichiara che sono meno del 5% le persone assistite che sono uscite dalla povertà. Dati che testimoniano che, nonostante i segnali di ripresa economica, le persone in difficoltà faticano ancora.

Tra le cause dell'indigenza che spingono i più bisognosi a rivolgersi a Banco alimentare della Lombardia attraverso le strutture caritative partner, la ricerca segnala al primo posto la mancanza di lavoro. Al secondo posto si evidenzia come, anche in presenza di lavoro, spesso non si dispone di un reddito sufficiente al fabbisogno familiare. A seguire sono cause di povertà le problematiche abitative e gli effetti di separazioni e divorzi sull' economia delle famiglie. Dallo studio emerge, fra l'altro, come siano i giovani, adulti ma anche minorenni, a patire la povertà, piuttosto che gli anziani, solitamente considerati più a rischio

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