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Covid, "salta" il pranzo di Natale con gli anziani alla Casa della Carità

Il Presepe del 2020 dedicato alle sofferenze per Covid

E' dedicato all'emergenza Covid e alla protezione della vita il Presepe allestito nel 2020 dalla Casa della Carità nella sede di via Brambilla, a Milano, visibile dall'8 dicembre al 6 gennaio. Un riferimento nel titolo ("La vita c'è, la vita va sempre protetta") non solo a chi è rimasto colpito dalla malattia, ma ai più fragili: anziani, sofferenti psichici, poveri. Che vivono sofferenze troppo frettolosamente messe da parte. 

«Tutta questa umanità fragile è rappresentata da Gesù Bambino, collocato in una grande sfera trasparente al centro della scena, protetto dagli attacchi del virus da una persona dotata di tutti i dispositivi di sicurezza, a rappresentare coloro che in questi mesi si sono presi cura dei più fragili: i medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario impegnato in prima linea negli ospedali, ma anche per ricordare quanti, pur non essendo sul fronte dell’emergenza sanitaria, si sono spesi e si stanno spendendo con passione e professionalità per continuare a offrire aiuto e prossimità a chi è in difficoltà: gli educatori delle comunità, gli operatori sociali, chi lavora nelle strutture di accoglienza o nelle Rsa», scrive la Casa della Carità descrivendo il Presepe 2020. 

«L'arrivo del Natale - commenta don Virginio Colmegna - ci fa riflettere sul valore della vita, sull'aggrapparci a essa, sullo stupirci dell’esistenza che sa germogliare anche laddove incombe la pesantezza della morte e del dolore, come in questo momento segnato dalla pandemia. Sentiamo che non dobbiamo restare indifferenti verso questa energia così potente della vita e allora avvertiamo che il Natale mette in moto quei sentimenti caldi di benevolenza, di mitezza, di misericordia, che Papa Francesco richiama continuamente nell'enciclica Fratelli tutti».

In via Brambilla, nel 2020, non si terrà il grande pranzo comunitario, che ogni 25 dicembre raduna ospiti, operatori e volontari, ma anche gli anziani del quartiere e tante persone che desiderano trascorrere il giorno di Natale insieme. Non mancherà però il calore del Natale, soprattutto per i "nonni" della Casa della carità, gli anziani del quartiere Adriano e Crescenzago che frequentavano il centro diurno della Fondazione, fermo da fine febbraio. In questi mesi, gli operatori hanno continuato a seguirli a distanza, sentendoli al telefono, andando a fare delle serenate sotto i loro balconi, accompagnandoli alle visite mediche e ovunque fosse necessario. Per questo, in occasione delle feste, si cercherà di andarli a trovare - rispettando tutte le condizioni di sicurezza - consegnando loro un piccolo dono.

E anche gli anziani faranno un regalo alla Casa della carità: l’albero di Natale della sede di via Brambilla sarà infatti addobbato con i centrini all’uncinetto realizzati dalle nonne del gruppo. «Non potremo darci l'abbraccio che vorremmo, ma avremo sguardi carichi dell’affetto e della forza dei legami che non si sciolgono», conclude don Colmegna.

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