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Lockdown, meno stress e pressione più bassa negli ipertesi: la ricerca a Milano

Secondo uno studio dell'ospedale San Luca, i pazienti ipertesi hanno registrato valori più bassi durante il lockdown da Covid

Il lockdown da Covid di marzo e aprille 2020 ha ridotto l'ipertensione nei pazienti che soffrono di questa patologia? Parrebbe di sì, stando almeno ad uno studio di ricerca condotto dal centro ipertensione dell'ospedale San Luca (Auxologico) di Milano che sarà pubblicato su "European Journal of Preventive Cardiology", la rivista ufficiale della Società europea di cardiologia.

L'obiettivo dello studio era capire se il lockdown e la pandemia Covid, modificando le abitudni e lo stile di vita, avessero avuto effetti sulla pressione arteriosa in soggetti già ipertesi. «La pandemia e le misure di contenimento hanno costretto le persone a modiificare il proprio stile di vita: il modo di cucinare e di consumare cibo a casa ad esempio, ma anche l’attività fisica quotidiana, limitata dal lockdown», spiega Martino Pengo del centro ipertensione del San Luca: «Inoltre, diversi studi hanno fatto emergere che la pandemia e il lockdown associato hanno generato stress e disturbi del sonno come l’insonnia, entrambi associati ad alterazioni della pressione arteriosa».

La ricerca ha mostrato che, durante il lockdown di primavera 2020, la pressione arteriosa dei pazienti arruolati (126 in tutto, chiamati a misurare costantemente la propria pressione a casa e a trasmettere i dati al telefono) risultava più bassa rispetto al periodo precedente, ma anche ad un periodo di uguale temperatura e stagionalità. 

Smart working, meno stress lavorando da casa

«Le modifiche delle nostre abitudini e gli aspetti negativi associati alla pandemia (stress, disturbi del sonno) non hanno causato un aumento della pressione in chi soffre di ipertensione arteriosa», ne deduce Pengo: «Probabilmente, ridurre il carico di stress lavorativo, passare più tempo a casa e magari dedicarsi maggiormente a se stessi, alla propria alimentazione, può avere effetti benefici sulla pressione arteriosa». 

Lo smart working in particolare potrebbe avere aiutato a controllare lo stress lavorativo e quindi, indirettamente, la pressione arteriosa, anche se questo non si deduce direttamente dai dati della ricerca. «Il consiglio - aggiunge Pengo - è quello di dedicare più tempo a sé stessi e, in particolare, curare l’alimentazione, preferendo i cibi cucinati in casa ed evitando i pasti al ristorante (che risultano, per esempio, più salati rispetto al cibo che cuciniamo a casa)».

Lo stile di vita è importante: i consigli dell'Oms

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dedica allo stile di vita una specifica sezione delle linee guida per il trattamento dell'ipertensione arteriosa. Consigli utili, e non farmacologici, come controllare il peso corporeo, contenere il consumo di alcol, evitare il fumo, limitare le condizioni di stress, ridurre il sale e i grassi animali, esercitare un'attività fisica regolare e seguire una dieta ricca di magnesio e potassio.

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