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Forno milanese Princi, Animal Equality: "No a uova di galline in gabbia"

La no profit chiede alla catena maggiore trasparenza verso i consumatori

Una nuova campagna rivolta alla catena internazionale di panetterie e caffetterie Princi ha l'obiettivo di eliminare i prodotti realizzati con uova provenienti da galline tenute tutta la vita in gabbia. Lo annuncia la no profit Animal Equality che chiede al marchio maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori.

"Numerose aziende in tutto il mondo e anche catene di ristorazione e fast-food come Subway e Burger King hanno già adottato una posizione trasparente decidendo di optare per il 'cage-free'- annota l'organizzazione per la protezione animale - è ora che lo faccia anche Princi".

Le motivazioni

Secondo Animal Equality, Princi, pur presentandosi come "sinonimo di eccellenza e qualità, continua a non specificare nulla circa la provenienza delle uova utilizzate e delle condizioni degli animali allevati dai fornitori".

L'allevamento delle galline in gabbia, scrive l'organizzazione, è un metodo "crudele e obsoleto, ormai rifiutato dalla maggioranza dei consumatori, che non sono più disposti a supportare aziende che non si adoperano per ridurre la sofferenza negli allevamenti".

Proprio per questo motivo da settembre 2017 Animal Equality avrebbe tentato di instaurare un dialogo con il marchio milanese, chiedendo il suo impegno pubblico nel prendere le distanze dall'utilizzo di uova provenienti da galline allevate in gabbia. Ma questi tentativi sarebbero stati completamente ignorati dall'azienda.

L'appello

"Crediamo che il totale disinteresse da parte di Princi a prendere posizione circa un tema fondamentale come quello della sofferenza estrema delle galline ovaiole allevate in gabbia costituisca una grave negligenza ed anche una deludente mancanza di trasparenza nei confronti dei consumatori", dichiara Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia. 

La richiesta dell'organizzazione all'amministratore delegato della catena, Rocco Princi, di conseguenza, è quella di impegnarsi a non utilizzare uova provenienti da galline tenute tutta la vita prigioniere. La campagna includerà una raccolta firme per la petizione lanciata su change.org, oltre a proteste e azioni online.

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