rotate-mobile
Ucraina

Profughi ucraini, il mistero del contributo di 300 euro

Maran: "Assurdo che chi ha avviato l'accoglienza privata non possa ancora accedere ai contributi statali"

Ancora senza supporti economici dallo stato le famiglie che ospitano profughi dall'Ucraina, nonostante siano praticamente passati due mesi dall'inizio della guerra. Lo denuncia su Facebook l'assessore alla casa del comune di Milano Pierfrancesco Maran, con un post dedicato all'argomento. E il bando della protezione civile rischia di essere una beffa per chi ha già iniziato l'accoglienza.

"Da quasi due mesi - scrive l'esponente del Pd, raccogliendo una denuncia pressoché generalizzata in tutto il paese - lo stato non offre supporti a chi ospita e alle persone ospitate, anche se sono trascorse settimane dall'annuncio di 300 euro a persona". Sono oltre 90 mila i profughi arrivati in Italia dall'Ucraina e quasi il 90 per cento vengono ospitati da privati, soprattutto parenti e amici che vivevano già nel nostro paese. 

Da poco è stato pubblicato un bando, da parte della protezione civile, che però è rivolto alle organizzazioni del terzo settore: una famiglia privata che voglia ospitare e accogliere attraverso questo bando, dovrebbe anzitutto contattare un'organizzazione che abbia intenzione di partecipare al bando. "A livello teorico - commenta Maran - sarebbe necessario mandare la famiglia che si ospita fuori casa, partecipare e poi vedersi assegnata una nuova famiglia, disperdendo quanto fatto in queste settimane complesse".

300 euro a profugo

Il bando della protezione civile scade alle 18 del 22 aprile, ma, come detto, è riservato ad associazioni ed enti che siano in grado di garantire almeno 300 posti. Le 'Faq' del bando parlano chiaro in merito a coloro che invece ospitano attualmente, in casa propria, i rifugiati. In riferimento al contributo, si legge che "le persone che hanno fatto richiesta di protezione temporanea e che hanno trovato un'autonoma sistemazione presso familiari, amici o famiglie ospitanti potranno richiedere un contributo di sostentamento tramite una piattaforma disponibile a breve sul sito del dipartimento della protezione civile". Un contributo annunciato quasi un mese fa. "La persona che sta ospitando, se avrà i requisiti per accedere a questo contributo, potrà, se lo vorrà, partecipare alle spese extra sostenute dal privato", conclude la 'Faq' della protezione civile.

"Trovo sia una situazione assurda - aggiunge Maran - e spero che qualcuno possa metterci mano perché non può funzionare che questa accoglienza si basi solo sulle lodevoli donazioni come se fosse un fatto privato e non una questione di interesse generale. Chi sta ospitando, oltre a mettere a disposizione stanze o case intere, si occupa del vitto, delle tante necessità di chi a volte è arrivato con solo uno zainetto, allaccia percorsi scolastici e attività per i più piccoli, supporta percorsi medici spesso molto complessi, davvero va escluso esplicitamente dai contributi pubblici?".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Profughi ucraini, il mistero del contributo di 300 euro

MilanoToday è in caricamento