Milano: Wish Mi Hub, il progetto da 5 milioni di euro per "la città dei bambini e dei ragazzi"

Gli under 18 cittadini di Milano sono 225mila e dalle analisi demografiche, economiche e sociali risulta che uno su dieci nel 2018 viveva in condizioni di povertà assoluta

Milano

“I bambini e i ragazzi rappresentano il futuro della nostra città e a loro dobbiamo dedicare tutta l’attenzione e l’impegno necessari affinché possano frequentare una scuola adatta alle loro esigenze, siano spinti a non abbandonare gli studi e puntino a conseguire un alto grado di istruzione. Siamo orgogliosi che i nostri obiettivi abbiano trovato il sostegno dell’Europa e cercheremo di utilizzare al meglio questi fondi per il benessere dei piccoli milanesi, con l’intento di non lasciare indietro nessuno e di costruire una scuola sempre più aperta e inclusiva”.

Con queste parole, l’assessore all’Educazione Laura Galimberti, ha accolto la vittoria di Wish Mi (Wellbeing integrated System of Milan), il progetto che ha vinto un finanziamento di circa 5 milioni di euro grazie al bando europeo “Urban innovative actions” (Uia).

Una città a misura di bambini, ragazze e ragazzi, dove tutti i minori abbiano un accesso facilitato ai servizi a loro dedicati e all’istruzione. Sono questi alcuni degli obiettivi di Wish Mi. Il progetto di Milano è stato tra i 20 selezionati su oltre 175 proposte ricevute dagli enti locali di 23 stati membri dell’Unione europea. Il progetto vede il Comune di Milano, con le direzioni Educazione e Politiche sociali, come capofila. L’Amministrazione ha poi individuato, tramite un avviso pubblico, i soggetti partner: Fondazione Politecnico di Milano, ActionAid, Centro di ricerca sulle relazioni interculturali dell’Università Cattolica di Milano, Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, cooperativa ABCittà. Il progetto è stato finalizzato con il supporto di Bloomberg Associates ed opererà in sinergia con WeMi, il sistema di servizi digitali (wemi.milano.it) e fisici (Spazi WeMi) del Comune di Milano per facilitare l’accesso ai servizi domiciliari della città, e con Qubì, il programma di Fondazione Cariplo per contrastare la povertà minorile a Milano.

“La crisi economica e i grandi cambiamenti degli ultimi anni - aggiunge ancora l’assessore alle Politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti - hanno generato nuovi bisogni ed esigenze sempre più complesse che il Comune di Milano deve affrontare mettendo in campo un sistema di welfare che tenga sempre più conto della svolta digitale, delle nuove forme di discriminazione, dell’attenzione alle diversità, ma anche e soprattutto dei nuovi bisogni di comunità e aggregazione che si sviluppano di conseguenza. La scelta di mettere a sistema tutti i servizi per i minori e le loro famiglie, di creare una piattaforma digitale e spazi fisici per favorire e facilitare l’accesso di tutti va proprio in questa direzione e siamo contenti che anche l’Unione Europea creda nel progetto che abbiamo immaginato per la città del futuro”.

A Milano 225mila under 18 

Gli under 18 cittadini di Milano sono 225mila e dalle analisi demografiche, economiche e sociali risulta che uno su dieci nel 2018 viveva in condizioni di povertà assoluta. Per questo, tra i diversi focus indicati dal bando europeo, si è scelto di affrontare il tema della povertà urbana.

Le importanti trasformazioni economiche, ma anche demografiche e sociali degli ultimi anni, pongono il sistema educativo e di welfare di fronte a nuove sfide: ad esempio quella di colmare il divario educativo tra centro e periferie, dove vive il 43% dei bambini sotto i 15 anni e dove emergono in maniera significativa i fenomeni di dispersione e abbandono scolastico prima del diploma, con conseguente minore accesso all’istruzione e al mondo del lavoro (in alcuni quartieri solo il 12% dei ragazzi si laurea). 

A questo si aggiunge la crescente percentuale di under 18 di provenienza non italiana nelle scuole, che spesso genera il fenomeno del cosiddetto ‘white flight’, la fuga delle famiglie italiane verso le scuole del centro a scapito di alcuni istituti scolastici periferici. Non per ultimi vanno considerati i cambiamenti nelle famiglie e i differenti bisogni a cui il sistema pubblico è chiamato a rispondere per garantire a tutti la possibilità di accedere alle risorse e alle opportunità della città.

L'idea di una 'città delle ragazze e dei ragazzi' 

A ognuna di queste sfide Milano vuole reagire costruendo “una città delle ragazze e dei ragazzi” inclusiva e coesa, che scelga di promuovere il benessere di tutti i minori e li consideri una risorsa, in quanto principali attori della città di domani. Per raggiungere questi obiettivi, il progetto Wish Mi, che si svilupperà per un triennio, mira a coinvolgere tutte le Direzioni del Comune che abbiano un impatto sui minori, oltre alle associazioni impegnate sul territorio con cui, entro marzo 2020, si definirà un Piano strategico per il benessere dei minori a Milano. Per favorire l’accessibilità ai servizi nascerà una piattaforma digitale all’interno della quale verranno fatte confluire tutte le offerte di servizi - educativi, sociali, culturali, sportivi ma non solo - per i minori, con la possibilità di attivare voucher digitali per l’acquisto di servizi e di sperimentare esperienze educative di gioco.

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Saranno poi avviati, entro il 2022, sette poli fisici all’interno di altrettanti spazi pubblici, dove personale qualificato si occuperà di assistere le famiglie per aiutarle a fruire a pieno dei servizi educativi e di welfare del territorio milanese e per garantire a tutti una piena accessibilità alle opportunità, anche attraverso la co-progettazione di alcuni servizi. I poli si chiameranno Wish Mi Hub, proprio perché al centro ci saranno i “desideri” dei bambini e dei giovani di Milano, e vi saranno promosse attività e servizi pensati e realizzati insieme ai minori e alle loro famiglie e in collaborazione con le realtà del terzo settore.

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