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Perché il prolungamento della metro di Milano è in ritardo

La M5 milanese punta verso Monza, ma i lavori sono in ritardo

"La metropolitana a Monza tarda ad arrivare non solo a causa dell'emergenza sanitaria, ma anche per le richieste di variazione del progetto avanzate prima della pandemia dal sindaco di Monza Dario Allevi e da quello di Cinisello Balsamo". A parlare è Giovanni Pascariello, esponente di MonzAttiva e funzionario tecnico Anas in pensione. Pascariello pone alcune precisazioni in merito ai ritardi nell'arrivo della metropolitana nel capoluogo monzese. Una precisazione che arriva dopo che dall'ultima Finanziaria il governo ha stanziato 732,2 milioni di euro per le prosecuzioni delle metropolitane M1, la rossa, e M4, la blu, per la progettazione della nuova M6, la rosa, e il collegamento della M3, la gialla, alla Paullese. 

Doveva essere pronta entro il 2026

"Mentre cosa si sa della M5 che dalla stazione di Bignami - attuale capolinea verso la nostra città - arriva prima a Monza Bettola, stazione di interscambio con la M1, per poi raggiungere Monza con capolinea presso il Polo istituzionale di via Grigna? - prosegue Pascariello -. Il cronoprogramma dell’opera prevedeva l’ultimazione fra pochi anni e comunque prima di Milano-Cortina 2026; ad oggi siamo ancora lontani dal progetto definitivo e dalla successiva gara di aggiudicazione". "L’opera aveva iniziato a prendere forma nel settembre 2016 quando la Regione aveva dato il via libera al tratto della M5 Bignami-Monza e nel 2017 Metropolitane Milanesi aveva concluso la fattibilità tecnico-economica del prolungamento - rimarca -. Il costo complessivo dell’opera di 1.250.000.000  fu ripartito per 900.000.000 a carico dello Stato e per 350.000.000 tra Regione Lombardia e i comuni di Milano, Monza, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni. Tutto sembrava procedere a gonfie vele, invece da quell’anno si sono accumulati una serie di ritardi tali da far slittare l’ultimazione dei lavori al 2030".

Perché è in ritardo

Un rallentamento che non sarebbe causato solo dal covid. "Come aveva invece affermato il sindaco Dario Allevi a marzo in una dichiarazione pubblica - prosegue -. Poi smentita anche dall’assessore regionale Claudia Terzi che in una risposta ad una interrogazione di un consigliere regionale indicava le vere cause del ritardo alle richieste del sindaco di Monza per alcune ma sostanziali modifiche al tracciato cittadino.La nuova proposta dell’amministrazione monzese, presentata dopo pochi mesi dall’insediamento di Allevi, sostanzialmente riguardava una modifica del tracciato in prossimità del centro città per realizzare due nuove fermate e alcune correzioni sui previsti depositi treni di zona Bettola e della stazione terminale del Polo istituzionale".

A rallentare anche la burocrazia

A quel punto la macchina burocratica si è rimessa in moto ma poi, all'inizio del 2020, è arrivata la pandemia a fermare il tutto.  "Conseguentemente si è dovuto redigere (o è ancora in fase di redazione) un altro progetto preliminare, dopo comunque aver concluso il nuovo studio di fattibilità. Probabilmente anche la pandemia e la cronica lentezza burocratica non hanno giocato a favore ma resta il fatto che le variazioni chieste dall’amministrazione monzese, come riferisce l’assessore regionale,hanno determinato un forte rallentamento su tutto l’iter progettuale".
 

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