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Un cantiere della nuova M4

Un cantiere della nuova M4

Prolungamento metro M1, il cantiere infinito. Sala nel mirino: "Milano da sempre assente"

Continua la battaglia tra il comune di Sesto e quello di Milano sul prolungamento della M1

Botta, risposta e contro risposta. Continua la "battaglia della metro" tra il comune di Sesto San Giovanni e quello di Milano, che da qualche giorno si stanno sfidando via comunicati e via social, con le aule di tribunale sullo sfondo.

Motivo del contendere è il cantiere, infinito, per il prolungamento della metropolitana rossa, la M1 che dall'attuale capolinea di Sesto Fs dovrebbe arrivare a Monza Bettola, in un'area di confine tra il capoluogo brianzolo e Cinisello Balsamo. 

Metro, il cantiere infinito di Sesto

L'idea di "allungare" la metro era nata in vista dell'Expo 2015, come opera complementare, ma nel corso dei mesi i problemi si sono susseguiti a una velocità imbarazzante, dalle inadempienze delle aziende vincitrici degli appalti fino allo stop causa covid. L'ultimo guaio è arrivato direttamente da Monza perché le opere di superficie da realizzare per la stazione Bettola - concentrate sull'ex centro commerciale Auchan che diventerà il nuovo "Milanord2" - necessitano di interventi politici per l'urbanistica e la quadratura del cerchio sembra distante.

Risultato: in nove anni di cantiere, che si trova in viale Gramsci a Sesto, è stata creata una galleria di un chilometro e mezzo e poco altro. Così, con un colpo un po' a sorpresa, martedì il sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano, aveva annunciato di aver diffidato il comune di Milano, guidato dal "rivale" politico Beppe Sala. A lui, con un post su Facebook, aveva replicato l'assssore alla mobilità di palazzo Marino, Marco Granelli, che aveva annunciato la ripresa dei lavori per il 15 gennaio, bacchettando il primo cittadino di Sesto - "il suo comune siede al tavolo dell'accordo di programma che guida i lavori" - invitandolo a continuare con la collaborazione istituzionale. 

"Da Sala solo silenzio"

Caso chiuso? No. Perché giovedì mattina Di Stefano ha ripreso la palla. “Fanno davvero sorridere le motivazioni del comune di Milano sulla mancata ripresa dei lavori per il prolungamento della metropolitana rossa da Sesto San Giovanni a Monza: i tavoli di lavoro sono fermi da ottobre, nessun esponente della giunta Sala si è mai visto, forse erano impegnati a tagliare nastri di piste ciclabili e rastrelliere, e ora hanno il coraggio di dire che noi eravamo informati sulla ripartenza dei lavori prevista per il 15 gennaio? Bugie, è tutto falso: nessuno ci ha mai comunicato questa data, semplicemente perché i tavoli, a cui noi partecipiamo sempre a differenza di altri, vengono sistematicamente rinviati da Milano", il duro j'accuse del sindaco leghista che guida l'ex Stalingrado d'Italia.

"Prima si parlava di ottobre, poi di novembre, poi ancora di dicembre, ora salta fuori il 15 gennaio: il sindaco Sala faccia chiarezza anziché scaricare sull'hinterland le proprie inefficienze, perché – glielo ricordiamo – è anche sindaco della città metropolitana. È lui il grande assente in questa partita, completamente disinteressato per questa infrastruttura strategica, e pensare che la mobilità sostenibile è il suo principale cavallo di battaglia. È questa la sua serietà?”, ha proseguito in un comunicato Di Stefano. 

"Il comune di Sesto San Giovanni, da febbraio 2019, ha inoltrato diverse richieste a Milano per avere contezza della progettazione della viabilità di superficie e solo nella primavera del 2020 – un anno dopo – ha ricevuto risposte. Così, nel luglio del 2020, la giunta comunale di Sesto ha approvato il progetto esecutivo dei lavori per le opere di superficie, tra cui la riqualificazione di largo Levrino e il ripristino della rotatoria Casiraghi-Bellini. Il Comune ha anche incontrato i residenti del quartiere Restellone per illustrare loro il progetto, ma a causa delle mancate promesse da parte di Milano e Mm tutto è ancora fermo", la ricostruzione del sindaco di Sesto.

“Un mese fa abbiamo nuovamente contattato la controparte e in risposta abbiamo ricevuto solo un imbarazzante silenzio. Una mancanza di serietà e chiarezza davvero inconcepibile. La nostra volontà di risolvere la questione è evidente e a dimostrazione di ciò ci sono i fondi già stanziati e gli impegni presi coi cittadini che per noi sono sacri; dall'altra parte, invece, assistiamo a continui rinvii, rimpalli e scaricabarile. Ora attendiamo la data del 15 gennaio, dichiarata pubblicamente da Milano, sperando che non sia l'ennesima presa in giro”, ha concluso Di Stefano. Ora la palla torna a Milano.

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