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Milano, negato sopralluogo a Rozza (Pd) ai pronto soccorso del San Paolo e San Carlo

L'affondo della consigliera: «Hanno paura che veda i lavori non completati?»

Negata a una consigliera regionale la possibilità di fare un sopralluogo in due pronto soccorso di Milano, facenti però capo alla stessa azienda ospedaliera: il San Carlo e il San Paolo. Protagonista l'esponente del Pd al Pirellone Carmela Rozza che, in questo periodo, sta chiedendo a tutti gli ospedali milanesi la stessa cosa. «E' l'unico caso in cui mi è stato detto di no», lamenta.

La settimana scorsa, Rozza aveva visitato tranquillamente (forte anche della sua competenza come infermiera ospedaliera) gli analoghi reparti del Policlinico e del Fatebenefratelli-Sacco. «Soprattutto in questi ultimi ho riscontrato grande disponibilità e attenzione a mostrare quanto è stato fatto per mettere in sicurezza i pazienti che vi accedono», sottolinea per rimarcare ancor più l'incomprensibile "no" di Matteo Stocco, direttore generale dell'Asst Santi Paolo e Carlo, motivato, a quanto risulta dalla risposta scritta, dalla «recrudescenza della pandemia che stiamo registrando in questi giorni e in virtù delle misure restrittive imposte dall’emergenza Covid».

Una risposta che ha lasciato perplessa la consigliera. «Purtroppo le infezioni stanno aumentando, ma per fortuna al momento non risulta alcun affanno nei Ps dove, anzi, proprio ieri la stessa direzione generale dei due ospedali rilevava in una circolare interna un aumento dei pazienti non Covid, con la necessità di liberare letti nei reparti», commenta Rozza. Del resto, un altro ospedale milanese (il Sacco) s'era affrettato a specificare che i reparti non sono affatto «pieni di varianti», come il professor Massimo Galli aveva paventato.

Ma niente da fare. La visita, che Rozza avrebbe voluto effettuare venerdì 19 febbraio, «va riprogrammata appena ci saranno comunicate nuove disposizione di accesso in sicurezza presso le strutture sanitarie», scrive Stocco nella risposta. «E' l'unico ad avermi negato l'accesso al pronto soccorso e mi chiedo di che cosa abbia timore: forse che io parli con il personale, con il quale si sono registrati alcuni problemi nei mesi scorsi?».

Dalle carte della Regione risultano ritardi nel completamento del pronto soccorso del San Paolo e nell’adeguamento alle normative di sicurezza del San Carlo, lavori autorizzati e finanziati da Palazzo Lombardia, alcuni fin dal 2013. «Ha forse timore che veda che alcuni lavori non sono ancora stati effettuati?», si chiede Rozza: «La prima regola di chi opera nel pubblico è la trasparenza – conclude la consigliera – che è garanzia per i cittadini di sicurezza, salute e buon uso delle risorse pubbliche».

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