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Asili, l'allarme dei precari: «Idonei al concorso 2016, ma il Comune vuole farne un altro»

Oltre 200 educatori, in gran parte già a tempo determinato presso le scuole d'infanzia, chiedono l'assunzione al posto del nuovo concorso che Palazzo Marino vorrebbe indire

Si apre un nuovo fronte sugli asili di Milano. Quello del personale a tempo determinato, che non sembra destinato a una proroga nonostante il Comune stia per assumere quasi 300 nuovi educatori. L'annuncio è di fine luglio, ed è compreso nel piano con cui la giunta milanese ha "rimediato" a quello che pareva essere un grande problema: con le nuove regole di distanziamento dovute al covid, sulle prime sembrava che gli asili milanesi non sarebbero stati in grado di accogliere tutti i bambini e le bambine i cui genitori avevano presentato la richiesta. 

Il Comune ha ridisegnato aule e spazi in modo da consentire l'accoglienza di tutti, predisponendo anche un piano di assunzioni di personale, a tempo determinato e indeterminato, ma proprio su questo punto si snoda ora una richiesta da parte di chi educatore lo è già, idoneo al concorso a tempo indeterminato nel 2016, e rischia di vedersi tagliato fuori. Sono 266 le persone in questa condizione. L'ultima proroga della graduatoria prevedeva la scadenza a settembre del 2020 ma è stato già comunicato che non ve ne sarà una ulteriore. 

E il Comune, per il suo nuovo piano di assunzioni necessario per aumentare il personale in vista dei maggiori distanziamenti, sta predisponendo un nuovo bando di concorso a tempo indeterminato. «Il rischio è che, tramite la scadenza dellle graduatorie, non si tenga conto della professionalità e della formazione acquisita in questi anni, e di quanto economicamente il nostro ente abbia investitoo per formarci», si legge in una lettera aperta scritta da una rappresentanza di educatori.

Il gruppo rivendica il sacrificio professionale di questi anni, nonché la qualità e la preparazione acquisite nel tempo. E sottolinea che, «in un periodo di forte crisi sociale ed economica», sarebbe meglio non sprecare denaro pubblico bandendo un nuovo concorso. «Esiste già un contingente di 260 persone pronto e desideroso di continuare a svolgere una mansione tanto delicata e complessa, quanto gratificante e meravigliosa», si legge nella lettera, aggiungendo che proprio le regole di distanziamento imporrebbero alti costi per il concorso: per esempio occorrerebbe affittare locali idonei.

La richiesta è semplice: prorogare la graduatoria esistente per consentire l'assunzione diretta delle persone che hanno vinto il concorso nel 2016 e nella maggior parte dei casi stanno già lavorando come educatori per il Comune di Milano, «affinché non ci siano sprechi di risorse e affinché nessuno venga lasciato indietro».

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