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'Corteo' di ambulanze sotto il Pirellone: "Noi soccorritori sfruttati e poi sputati"

Le associazioni Croce Maria Bambina e Ata Soccorso denunciano presunte irregolarità nell'assegnazione dei servizi

 Ambulanze in fila una dietro l'altra sotto alla sede di Regione Lombardia. È la protesta, pacifica, che lunedì 7 settembre, dalle ore 10 circa, vede i soccorritori dell'Associazione Croce Maria Bambina e dell'Associazione Ata Soccorso chiedere chiarimenti sulla decisione del Pirellone e di Areu di non avvalersi più della loro collaborazione. 

La protesta dei soccorritori sotto al Pirellone

I due enti denunciano di essere stati 'scaricati' dopo decenni in cui hanno svolto regolare servizio di soccorso sanitario a Milano e dopo i mesi durissimi dell'emergenza covid, in cui sono sempre stati in prima linea. 

La rivolta dei soccorritori

I volontari, che chiedono di essere ricevuti dal presidente lombardo Attilio Fontana, hanno presentato esposto in procura a Milano "per presunte irregolarità nella gestione dell'assegnazione dei servizi di soccorso", come spiegano i loro legali Daniele Pizzi e Giovanna Maria Soldi. Croce Maria Bambina, associazione di volontariato milanese fondata nel 1972 , afferma di essere stata "espulsa assieme ad ATA soccorso dagli affidamenti e dai servizi di emergenza-urgenza 118/112 dai vertici aziendali Rete Nazionale Misericordia e Solidarietà, senza alcuna spiegazione".

"Ai vertici della Regione - si legge in una nota delle due associazioni - si chiede di bloccare il bando Areu a causa delle procedure discriminatorie messe in atto dalla Rete Nazionale delle Misericordie. Unico ente del volontariato finora accreditato. La procedure gestite dalla Rete Nazionale sembrano infatti evidenziare dinamiche discriminatorie che riteniamo possono assumere rilevanza penale nel momento in cui, l’immotivata esclusione di Maria Bambina, turba la libertà di concorrenza e partecipazione al Bando di imminente emanazione da parte di Areu  cagionando un danno di sicura gravità".

"L’esito negativo alla domanda di adesione avanzata dalle associazioni di volontariato Croce Bambina Onlus e Ata Soccorso, alla Rete appaiono totalmente immotivate se si considera che le Associazioni hanno validamente superato la procedura di mantenimento degli stessi requisiti richiesti dall’ente locale cui compete la gestione ed il coordinamento del panorama sanitario della Regione Lombardia", sottolineano di due enti.

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