Milano, per gli artisti di strada il lockdown non è mai finito: "Ma adesso vogliamo ripartire"

Martedì gli artisti di strada protesteranno sotto il comune: "Momento devastante"

Foto - Associazione Artisti di Strada a Milano

Microfoni senza voce, chitarre nelle custodie, sorrisi spenti e cappelli tristemente vuoti. Per gli artisti di strada a Milano il lockdown da Coronavirus non è mai finito. Nonostante la "nuova normalità", infatti, per loro non è cambiato praticamente nulla: nessuna esibizione, nessuna "festa", nessun posto in strada occupato. 

Così domani musicisti, cantanti, clown si troveranno alle 11 in piazza Scala, a due passi dal comune di Milano, per una performance di "protesta simbolica" organizzata da Asm, l'associazione artisti di strada a Milano. La richiesta all'amministrazione è semplice: "Trovare il coraggio di uscire da questo immobilismo e far ripartire un settore culturale importante, che dà sostegno economico a migliaia di artisti a Milano, e che fa circolare cultura, civiltà, senso della comunità e senso della normalità". 

"Abbiamo l'esigenza, non ulteriormente procrastinabile", sottolineano dall'associazione. Anche perché lo "status speciale" dei buskers li mette in una condizione particolarmente pesante. "Gli artisti di strada vivono oggi un momento devastante – spiegano gli organizzatori della protesta -. Non hanno diritto a sussidi, aiuti statali o cassa integrazione e, da quattro mesi, non possono esibirsi, unica loro forma di sostentamento. Gli artisti di strada a Milano sono stati tra i primi a fermarsi volontariamente, prima del lockdown, per fare la propria parte nel contrastare la diffusione del Covid 19. Ma ora vogliono ripartire. Dal 15 giugno esistono protocolli di sicurezza che permettono di far ripartire lo spettacolo dal vivo. Eppure l'arte di strada a Milano non è ripartita", come mostra anche la pagina bianca che si trova sul sito "Stradarte", che riassume tutti gli eventi in città.

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Una speranza si era accesa il 9 giugno scorso, quando Asm aveva incontrato l'assessore Laura Galimberti, ma poi il nulla. "In quella occasione abbiamo spiegato che basterebbe poco per autorizzarci a ripartire. Il distanziamento tra le persone del pubblico può essere garantito con dei segnaposto, tracciabili dall'artista stesso sulla strada utilizzando dei gessetti. L'assessore ha trovato interessanti le nostre valutazioni - raccontano - e ci ha proposto e garantito un secondo incontro entro il 19 giugno, per definire le linee guida per la ripartenza. Tale incontro, però, non è mai avvenuto, né ci è mai stato comunicato che non avrebbe avuto luogo. La situazione sta ora assumendo contorni paradossali, poiché a nostro avviso l'arte di Strada, tra tutte le forme di spettacolo e intrattenimento all'aperto ormai autorizzate dalla Regione - concludono da Asm - è la meno pericolosa dal punto di vista sanitario”.

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