Gli studenti protestano sul tetto dell'Ufficio scolastico: "Un disastro che andava evitato"

I manifestanti di Adl Cobas Lombardia, di Rete Studenti Milano hanno occupato il tetto

La protesta

Una decina di manifestanti di Adl Cobas Lombardia, di Rete Studenti Milano e di altre associazioni studentesche hanno occupato il tetto dell'Ufficio Scolastico Regionale in via Polesine, a Milano, in protesta contro una ripartenza dell'anno scolastico "da paura" e in scuole trasformate in "caserme fatte di regole che non tuteleranno la salute di nessuno".

"Oggi la campanella suona annunciando un disastro che poteva e doveva essere evitato: nonostante la propaganda del governo le scuole riaprono senza insegnanti e personale ata", spiegano i manifestanti.

"I tanto decantati dispositivi di sicurezza individuali, che dovrebbero essere distribuiti gratuitamente e quotidianamente, non sono sufficienti a garantire il fabbisogno giornaliero delle comunità scolastiche. Neanche i famosi banchi a rotelle, che per mesi hanno distolto l'attenzione della Ministra dal risolvere i reali problemi della scuola, sono arrivati. Permane - proseguono - quindi il problema di spazi già malandati e non adeguati a garantire le distanze di sicurezza".

"Non c'è mai stata la reale volontà di superare la DAD" e "lo dimostrano i piani organizzativi delle singole scuole che costringono docenti e studenti a una modalità di didattica mista", concludono gli organizzatori del presidio che chiedono anche un piano di stabilizzazione straordinario di precari in Lombardia, la riduzione a classi di massimo 12 studenti, la riapertura delle scuole chiuse dai piani di ristrutturazione e il ripristino nelle scuole dei presidi sanitari con presenza di personale medico e infermieristico. 

Poi in un post, firmato da Studenti Tsunami e pubblicato sulla pagina Facebook di ADL Cobas Lombardia, i manifestanti annunciano: "È ufficiale! Grazie all'occupazione del tetto dell'USR Lombardia, il 25 settembre, al termine della mobilitazione della scuola, una delegazione di lavoratrici, lavoratori, studentesse e studenti sarà ricevuta dal Prefetto Renato Saccone. Ringraziamo per aver accolto la nostra richiesta, ma vigileremo affinché la prefettura e tutte le rappresentanze politiche, istituzioni territoriali e regionali intervengano presso il Governo centrale. Pretendiamo una reale riapertura, pretendiamo che si svolga in totale sicurezza".

 

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