rotate-mobile
Ucraina

Ucraina, tamponi covid in Centrale e a Lampugnano

Si intensificano le misure di accoglienza dei profughi dall'Ucraina anche sul fronte sanitario

In era covid, sono tanti i problemi da affrontare sul fronte dell'accoglienza dei profughi dall'Ucraina verso l'Italia e la Lombardia. La regione ha già informato che, entro quarantott'ore dall'arrivo, i fuggitivi potranno ricevere il vaccino sia contro il covid sia contro altre malattie, compresa la poliomelite, a fronte di una epidemia scoppiata in Ucraina l'anno scorso.

La stessa tempistica (quarantott'ore) è stata fissata dal ministero della salute per l'effettuazione di un tampone covid. A Milano sono stati organizzati in tal senso alcuni hub, come l'ospedale militare di Baggio, Villa Marelli e le Scintille, ma, con i profughi in aumento, è stato deciso di aprire altri due punti tampone direttamente nei luoghi d'arrivo dei profughi: la stazione dei pullman di Lampugnano e la stazione centrale. In realtà gli ucraini non arrivano tutti con i mezzi pubblici (pullman o treno) ma, spesso, con forme di solidarietà private. Non è infrequente per esempio il caso di viaggi umanitari nei quali all'andata si riempiono camper, furgoni o pullman di aiuti e poi questi mezzi tornano in Italia con i profughi.

In caso di positività, i profughi sono collocati nei covid hotel, come quello di via Adriano e altri che, eventualmente, verranno aperti nei prossimi giorni. In caso di negatività è stato invece fissato l'obbligo dell'uso di mascherine Ffp2 per cinque giorni, come misura di auto sorveglianza. Il punto della situazione verrà fatto da Attilio Fontana, presidente della regione, con i sindaci dei capoluoghi di provincia, perché l'accoglienza investe anche altri aspetti: non solo quello sanitario ma, per esempio, anche quello scolastico, con la necessità di integrare i piccoli allievi nelle classi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ucraina, tamponi covid in Centrale e a Lampugnano

MilanoToday è in caricamento