Martedì, 21 Settembre 2021
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Dove gettare un rifiuto? Lo si scopre leggendo il codice a barre con lo smartphone

Per prevenire errori nel conferimento dei rifiuti, nell'app di Amsa arriva una nuova funzionalità

Nell'applicazione di Amsa-A2A, "Puliamo", arriva la lettura del codice a barre per capire dove gettare il prodotto. Un'innovazione che permetterà di incorrere in meno errori mentre si fa la raccolta differenziata. La novità è stata presentata e annunciata dalla società Giunko e da A2A. Un'operazione semplice e alla portata di tutti che dissiperà i dubbi: nonostante l'alta percentuale di raccolta differenziata, infatti, talvolta ci si sbaglia ancora.

La funzione è già attiva per i cittadini serviti da Amsa e Aprica residenti nei comuni di Milano, Brescia, Bergamo, Chiavari, Rapallo e Zoagli e, presto, verrà estesa ad altri comuni in cui operano le società del gruppo A2A. L'utente deve semplicemente aprire l'app e inquadrare il codice a barre di un prodotto con l'attivazione della fotocamera dello smartphone che leggerà il codice a barre. Il database dispone di informazioni per un milione e 600 mila articoli presenti sul mercato. L'app esaminerà il codice e dirà all'utente dove gettare la confezione. Se il codice a barre non fosse presente nel database si potrà richiedere d'inserirlo.

La funzionalità si affianca a "dove lo butto", già presente nell'app da tempo, che consente di interrogare il database per sapere dove conferire un prodotto. "L’integrazione della tecnologia di Junker nell’app Puliamo di A2A - commenta Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Giunko srl - rappresenta un importante passo in avanti verso la standardizzazione delle informazioni di conferimento in tutta Italia. Oggi infatti le regole per la raccolta differenziata cambiano, a volte anche sensibilmente, da un territorio all’altro. Con Junker mettiamo a disposizione della collettività una piattaforma condivisa, interoperabile e validata, che uniforma e semplifica le informazioni, a beneficio di tutti i soggetti coinvolti: gestori dei servizi ambientali, aziende, comuni e cittadini. In questo modo favoriamo l’affermazione di un modello nazionale virtuoso, che sia davvero efficiente non solo in termini di chiarezza e accuratezza delle informazioni veicolate ai cittadini, ma anche di qualità della raccolta differenziata".

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