"Il morbillo per mio figlio sarebbe devastante": l'appello delle mamme dei bambini trapiantati

La petizione lanciata su Change.org ha raccolto 20mila firme in due giorni. Le mamme di bambini immunosoppressi la invieranno ai parlamentari perché i vaccini restino obbligatori

In due giorni il loro appello ha raccolto 20mila firme, ma il numero delle persone che le sostengono è in costante crescita. Segno che queste ventuno coraggiose mamme non sono sole. Chiedono al Governo di non giocare sulla pelle dei loro figli: perché quello di poter vivere una vita serena, che un'autocertificazione non può garantire, è un loro diritto. E' l'appello lanciato da un gruppo di mamme di bambini immunosoppressi: una petizioni pubblicata su change.org e che sarà inviata a tutti i parlamentari per evitare che gli emendamenti proposti al Decreto Milleproroghe rendano inutile la legge attualmente in vigore.

Dopo il via libera del Senato all'emendamento M5s-Lega che sposta di un anno - al 2019/2020- l'obbligo vaccinale per l'iscrizione dei bimbi alla scuola d'infanzia, in tanti stanno cercando di 'reagire'. Il virologo Roberto Burioni, direttore della Scuola di specializzazione all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, all'indomani dell'approvazione degli emendamenti M5s-Lega, ha detto che "insieme a me - a rimarcare l’importanza, l’efficacia e la sicurezza dei vaccini - ci sono tutti i medici del mondo, tranne quei quattro cialtroni radiati che sono il riferimento dei no-vax". A fare eco allo specialista ci ha pensato anche il deputato palermitano del M5s, nonché medico, Giorgio Trizzino.

"Non si ritenga - scrive - che per garantire l’accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull’obbligo a vaccinare i bambini. Non si ritengano inutili le vaccinazioni in età neonatale", continua su Facebook Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale dei Bambini di Palermo. "Da quasi 40 anni lavoro in un ospedale pediatrico - si legge nel post - e ho visto bambini morire a causa di morbillo, meningite ecc, ma non ho mai visto bambini perdere la vita a causa di complicanze post vacciniche". E' dello stesso avviso di Trizzino, la pentastellata Elena Fattori che ha ampiamente manifestato il suo dissenso sulla questione 'deroghe'.

A loro si aggiunge questa lettera (come firmare) che raccoglie e racconta le esperienze di queste mamme coraggio, sparse per l'intera Penisola.

"Carissimi,
siamo un gruppo di mamme accomunate dallo stesso destino: le patologie al fegato dei nostri bambini. Patologie che le persone sane non conoscono e non hanno mai sentito pronunciare, malattie crudeli che hanno portato i nostri bimbi al trapianto e a essere immunosoppressi, patologie spaventose che ci hanno costrette a combattere con i nostri figli una battaglia grande, alla faticosa scalata di una montagna. Iniziamo dal principio, per spiegarvi il motivo della nostra lettera.

La nascita di un bimbo è un evento gioioso ma nel nostro caso la felicità è stata presto spezzata da diagnosi di malattie rare. Diagnosi che scaraventano in un mondo che nessun genitore e nessun bambino dovrebbero conoscere. Una nuova vita che invece di iniziare al caldo dell’amore dei familiari, comincia tra le fredde pareti di un ospedale. Giorni interminabili di esami, di aghi infilati in piccole braccia che dovrebbero sentire solo l’amore. E pianti, tanti pianti. Dolore di interventi necessari per cercare di cambiare un destino che fa paura, occhi di genitori che invece non hanno tempo per piangere: devono sorreggere i loro bambini e combattere con loro questa battaglia. Genitori che la morte l’hanno vista davvero in faccia e l’hanno tenuta lontana con tutte loro forze. Giornate intere scandite dal rumore di una pompa-siringa che suona o dall’andirivieni dei passi di un’infermiera, giorni di solitudine e terrore, di paura che ti blocca il cuore in gola. Loro, piccoli giganti guerrieri che combattono con forza immensa, aggrappati alla vita. Momenti che nessuna di noi augurerebbe al proprio peggior nemico.

Il trapianto è stato una salvezza per i nostri bambini. Non una passeggiata, sia chiaro: ma una luce nel buio, nonostante le difficoltà e i rischi. Il più grande: l’immunosoppressione. Sapete cosa significa? In parole semplici, la soppressione di parte del sistema immunitario, necessaria a prevenire il possibile rigetto dell’organo trapiantato. Una condizione in cui quelle che per tutti voi potrebbero essere “semplici” malattie, per i nostri bambini rappresentano il rischio di gravi complicazioni e conseguenze molto serie: una varicella o un morbillo, nei nostri bambini, avrebbero effetti devastanti sul fegato trapiantato. Le malattie virali sono molto pericolose per i nostri figli e rappresentano un rischio supplementare che abbiamo il diritto di non correre, perché può essere facilmente evitato.

Eccoci arrivati al dunque: l’autocertificazione delle vaccinazioni e la cancellazione del termine del 10 luglio per presentare la documentazione a scuola recentemente introdotte dal governo. Si vuole veramente giocare con la pelle dei nostri bambini? Noi non ci stiamo e non lo permetteremo mai!
I nostri bambini, tutti i bambini, hanno diritto a una protezione che un’autocertificazione non offre, perché non esiste nessuna garanzia di controllo, perché non è previsto un termine certo e a scuola si può entrare anche senza, perché le conseguenze di un abuso di questo strumento non sarebbero limitate a chi lo commette e ricadrebbero sugli altri, proprio sui più fragili.

Non cerchiamo pietà o compassione, non è di questo che i nostri bambini hanno bisogno. Meritano semplicemente una vita normale, fatta di corse nei prati con i compagni di scuola, di abbracci senza paura e di risate con gli amici: un’autocertificazione può assicurargli tutto questo?  Per questo ci battiamo, per i nostri bambini e per tutti quelli che hanno diritto di vivere in un ambiente protetto, diritto che lo Stato ha il dovere di garantire.
Vogliamo precisare che non ci interessano le scelte politiche o le strategie che hanno portato alla scelta della sola autocertificazione: noi pretendiamo la tutela dei bambini e il rispetto della loro condizione.  Crediamo fermamente che i nostri bambini abbiano il diritto di sentirsi sicuri e che questo diritto debba essere anche un impegno dello Stato e delle istituzioni: siamo la voce dei nostri bambini, siamo la loro forza. Guardate gli occhi dei nostri bambini perché crediamo che a questi occhi dovete tanto".

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