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Sala sull'inchino della Nazionale: "Gestione ridicola"

Il sindaco, nel post su Fb riguardo a piazza Sant'Eustorgio, interviene sulla questione dell'inchino dei calciatori della Nazionale

La questione dell'inchino dei giocatori della Nazionale italiana di calcio prima delle partite degli Europei 2020 (che si disputano nel 2021) in solidarietà alla campagna mondiale Black Lives Matter "entra" nel dibattito milanese: la cita il sindaco di Milano, Beppe Sala, nel suo post su Facebook riguardante i fatti di domenica in piazza Sant'Eustorgio, ancora confusi nella dinamica, con due versioni nettamente contrapposte tra i carabinieri e i giovanissimi presenti. 

"Lasciatemi dire - scrive Sala - con la consueta franchezza che il modo in cui è stato gestito il tema dell'adesione della Nazionale di calcio alla campagna di Black Lives Matter, al netto di come la si pensi sulla sua utilità, è stato francamente ridicolo". La polemica era scoppiata quando, prima dell'avvio di Italia-Galles, terza ed ultima partita del girone eliminatorio, cinque calciatori azzurri su undici si sono inchinati, mentre l'intera compagine gallese lo ha fatto, come si usa da oltre un anno anche nei campionati britannici.

La decisione azzurra: lo facciamo se lo fanno gli altri

Di lì la polemica tra chi ritiene che si tratti di un gesto simbolico doveroso, chi ribatte che non è in questo modo che si risolve il problema del razzismo, chi arriva ad affermare che inginocchiarsi è un gesto di sottomissione. La Nazionale è stata "richiamata" ad assumere un comportamento comunque internamente coerente: così prima il capitano Bonucci (uno di quelli che non aveva partecipato al gesto) ha fatto sapere semplicemente che, prima del successivo incontro con l'Austria, non si sarebbe inginocchiato nessuno, poi il "leader" della squadra Chiellini (anche lui non inginocchiatosi prima di Italia-Galles) ha reso noto che gli azzurri si sarebbero sostanzialmente adeguati alla richiesta della squadra avversaria.

Le parole di Chiellini: "Quando ci sarà la richiesta da parte dell’altra squadra, ci inginocchieremo, per sentimento di solidarietà e sensibilità verso l’altra squadra. Cercheremo di combattere il razzismo (tra l'altro, dicendo 'nazismo', n.d.r.) in un altro modo, con iniziative insieme alla Federazione nei prossimi mesi". Della serie: lo facciamo solo se lo fanno anche gli altri, in rispetto verso di loro. Non, quindi, per la ragione principale per la quale (comunque la si pensi) è stato introdotto.

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