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Venerdì, 12 Aprile 2024
Le regole

Milano "a zone" per regolamentare la movida

Il provvedimento sarà a pieno regime per l'estate del 2024 ma alcuni punti entreranno subito in vigore. La città sarà divisa per zone a seconda della criticità

Milano avrà nuove regole contro la "mala movida", com'è stata soprannominata. Azioni immediate e altre in attesa di approvazione del consiglio comunale (il regolamento entrerà a pieno regime entro l'estate del 2024), con l'obiettivo di "una città più viva, con più occasioni per stare insieme e divertirsi, per attrarre turisti, per offrire lavoro, ma nelle regole e nell'equilibrio", come dichiara Marco Granelli, assessore alla sicurezza del Comune di Milano. Regole, perché "la qualità della vita di tutti e della nostra città valgono di più", il suo pensiero. Per farlo, prima che il regolamento entri a pieno regime, si avvierà uno studio sulla città di Milano. "Divideremo in zone la città e capiremo quali sono le più critiche, dove quindi serve un intervento", aggiunge Alessia Cappello, assessora allo sviluppo economico.

La 'stretta' sulla movida arriva, tra l'altro, dopo una sentenza che ha condannato il Comune di Brescia a risarcire i cittadini in un caso di eccessivo caos in una strada del centro storico. Ma quali sono i provvedimenti pratici? Il primo: stop a nuove autorizzazioni per i dehors laddove ci sono già criticità particolari, così come limiti di orario per l'asporto di bevande dove l'assembramento è troppo rumoroso e crea maggiore disagio. E sanzioni economiche, applicabili già dall'estate, nonché eventualmente sospensioni dell'attività (nel caso in cui si persista a non rispettare le regole) per i gestori che realizzano dehors più grandi del dovuto o non rispettano gli orari imposti.

E poi, sostegno alle attività commerciali che invece si impegnano sul fronte della sicurezza, come quelle che assumeranno steward. Infine verrà modificato il regolamento di polizia urbana, così da consentire una maggiore durata delle ordinanze "anti vetro", che potranno durare anche 8 o 12 mesi e non saranno più da rinnovare di mese in mese. "Un lavoro impegnativo - commenta Granelli - ma ora abbiamo linee precise, atti e delibere da assumere e attuare, e provvedimenti da sperimentare".

Il monitoraggio

Sarà creato un organismo di presidio che analizzerà le 15 aree di movida indicate nel protocollo della prefettura fin dal 2021: Duomo - Arco, Ticinese, Darsena, Navigli, Tortona, Nolo, Como - Aulenti, Garibaldi, Brera, Isola, Lazzaretto, Melzo, Sarpi, Bicocca. "Metteremo a sistema - commenta Granelli - tutte le informazioni utili e allineare le diverse banche dati già esistenti per la visualizzazione e la mappatura precisa, sartoriale, delle caratteristiche commerciali, viabilistiche, anagrafiche e le criticità tipiche di ogni singola area. In questo strumento confluiranno per esempio le eventuali segnalazioni, gli interventi della polizia locale, le rilevazioni acustiche".  

Nessuna volontà di punire la movida in generale, che invece "è un elemento di vitalità della città, di attrazione, ma anche di lavoro, sicurezza e riqualificazione di spazi", secondo Cappello: "Il nostro ruolo di amministratori è quello di contemperare interessi diversi e trovare un equilibrio nel rispetto sia delle attività commerciali sia del diritto alla salute e alla quiete pubblica dei cittadini e delle cittadine".

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