Spostamenti tra regioni: quali sono i motivi di necessità e quando serve l'autocertificazione

Nel nuovo decreto saranno presenti alcune misure che erano state già varate in passato

Repertorio

Spostamenti tra regioni, come funziona? Nel nuovo Dpcm (o sarà un decreto ad hoc?), atteso per giovedì o venerdì (con crisi di governo sullo sfondo) dovrebbe essere sostanzialmente confermata una stretta per arginare la diffusione del contagio. Fino a venerdì 15 gennaio sono comunque vietati gli spostamenti tra regioni e province autonome, anche tra le regioni gialle. Che cosa succederà a partire dalle prime ore di sabato 16 gennaio 2021? Ci sono 48 ore di tempo o poco più a disposizione per trovare la quadra, ma l'esecutivo non pare orientato a un alleggerimento delle restrizioni. Nemmeno sul fronte della mobilità. Le deroghe non mancano mai però.

Nuovo Dpcm: verso il no agli spostamenti tra regioni dal 16 gennaio

La chiusura resterà "totale", anche tra regioni in zona gialla, in base alle indiscrezioni che da giorni circolano sui quotidiani. Il decreto entrerà in vigore sabato prossimo, la data è certa  perché "scade" il Dpcm precedente. Il ministro della Salute Roberto Speranza a più riprese ha ribadito che "le misure restrittive funzionano e con molta probabilità resterà il divieto di spostamento tra regioni".

Se le cose per quel che riguarda la mobilità individuale resteranno come sono oggi, gli spostamenti interregionali saranno vietati se non per motivi di lavoro, salute e necessità (da dichiarare nel modulo di autocertificazione, probabilmente ne verrà messo a disposizione entro sabato un modello nuovo sul sito del Viminale): è e sarà sempre consentito il rientro al domicilio/residenza. La stretta era stata introdotta con il dl n.158 del 2 dicembre 2020 che sanciva, nel periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio, l’impossibilità di muoversi liberamente tra le regioni, indipendentemente dal colore dei territori, giallo incluso. 

Chi è sprovvisto dell’autocertificazione, può richiederla agli organi di Polizia in sede di controllo. Inoltre, si ricorda che per coloro che si spostano per motivi di lavoro, si può anche ovviare all’autodichiarazione esibendo il tesserino fornito dal datore di lavoro.

Spostamenti tra regioni dopo il 16 gennaio per motivi di necessità

Ma chi potrà spostarsi per motivi di necessità dal 16 gennaio in poi? Cosa significa motivi di necessità? Se sarà confermato il divieto di spostamento verso Regioni diverse, i genitori separati/affidatari possono però sempre, sempre, sempre recarsi in un’altra Regione, per andare a trovare i figli minorenni, o per portarli con sé alla propria residenza / domicilio / abitazione, nel rispetto dei provvedimenti del giudice o degli accordi con l’altro genitore: questi spostamenti rientrano chiaramente tra quelli motivati da “necessità”, pertanto non sono soggetti a limitazioni di alcun tipo.

Sul sito del governo le Faq mettono tutto in chiaro: "La valutazione circa l’eventuale sussistenza di motivi di necessità, in ciascuna vicenda concreta, rispetto alle variegate situazioni che possono verificarsi, resta rimessa all’Autorità competente", che è il Prefetto del luogo dove la violazione è stata accertata. Il cittadino che non condivida il verbale di accertamento di violazione redatto dall’agente operante può pertanto sempre fare ricorso.

Il governo ha ribadito che rientra tra i motivi di necessità e urgenza assistere un genitore o un amico non autosufficiente. Andare nelle seconde case di villeggiatura fuori dalla regione dovrebbe essere possibile solo se lo spostamento rientra nei casi di urgenza e necessità: ad esempio recuperare materiale indispensabile per il lavoro e riparare guasti gravi. In tal caso lo spostamento deve limitarsi al tempo strettamente necessario a risolvere il problema.

Gli spostamenti per turismo verso un’altra Regione non sono consentiti fino al 15 gennaio 2021 compreso e certamente la misura sarà prorogata in toto.

Che cosa ci sarà nel nuovo Dpcm 16 gennaio 2021

Nel nuovo decreto saranno quasi certamente presenti alcune delle misure che erano state varate il mese scorso, tra cui:

  • la chiusura dei centri commerciali nei fine settimana; 
  • il divieto di ricevere più di due persone non conviventi a casa per più di una volta al giorno;
  • il divieto di restare aperti per l'asporto a bar e ristoranti dopo le 18.
  • coprifuoco dalle ore 22 alle 5

Si pensa di consentire anche agli esercizi in area gialla soltanto le consegne a domicilio. Sembra invece definitivamente tramontata l'ipotesi dei week end in zona arancione per tutta Italia. Il quadro definitivo delle nuove norme verrà delineato non prima di giovedì sera. Il nuovo Dpcm o decreto ad hoc potrebbe contenere l'idea della zona bianca, obiettivo però al momento non alla portata di nessuna regione.

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