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In ufficio fino a mezzanotte, silenzio assoluto e ispezioni al pc: polemiche sullo studio d'architettura milanese

Sono alcune delle norme che alcuni professionisti hanno denunciato di aver dovuto rispettare durante la collaborazione con lo studio milanese che si è aggiudicato la riqualificazione di Piazzale Loreto

I fogli con il regolamento

Tante regole, alcune molto rigide (forse troppo). Un esempio: "La pausa pranzo è dalle 13 alle 14, non dalle 13:05 alle 14:05", oppure: "Niente pause sigaretta o caffè al di fuori dalle due pause di 10 minuti". Sono alcune delle norme che alcuni professionisti hanno denunciato di aver dovuto rispettare durante la collaborazione con lo studio dell'architetto milanese Andrea Caputo, società che si è aggiudicata la riqualificazione di Piazzale Loreto a Milano.

L'elenco completo è stato pubblicato dalla pagina Instagram Dda (Disordine degli architetti). Diverse regole rientrano nei canoni di professionalità che vengono chieste ordinariamente ai lavoratori, altre invece hanno un gusto amaro e appaiono troppo restrittive. Alcuni esempi? "Le domande devono essere ridotte al minimo" o "Non sono accettate chiacchiere informali durante l'orario di lavoro" o "Stampare in A3 o in A4 è severamente vietato a meno che non ci sia l'approvazione dall'amministrazione o del project manager".

Lo studio ha replicato alle accuse attraverso un post sul social network: "Le foto ai fogli pubblicati su Instagram corrispondono a un documento che non conoscevo, non ho mai autorizzato e non rispecchia il modus operandi del nostro studio - ha scritto Andrea Caputo sul profilo Instagram dello studio -. Se effettivamente ha circolato riguarda un periodo circoscritto, lontano del tempo".

"In ogni caso, all'interno di quel documento ci sono possibili risposte - alcune indubbiamente sbagliate nei toni e nei contenuti, altre ragionevoli - a problemi oggettivi di convivenza che affliggono il nostro come molti altri studi di architettura", ha proseguito lo studio.

L'architetto - senza mai smentire che quelle regole fossero state in vigore anche solo per un determinato periodo - ha poi passato in rassegna i punti di forza e della sua società, tra questi: "Tirocini retribuiti, rifiuto di ammettere collaboratori non retribuiti per progetti e iniziative dello studio", "Coinvolgimento e apertura per qualsiasi genere, etnia e orientamento sessuale. Presenza femminile da sempre in maggioranza (media 65-35%) associata ai ruoli gestionali più alti. Mai riscontrato alcun caso di discriminazione in 10 anni di attività. Corsi gratuiti di inglese e italiano per lo staff". Pregi ma anche difetti, tra questi: "Mancata risposta alle candidature ricevute", "Mancato ritorno dopo un colloquio", "non adeguato riscontro, di persona, sui risultati delle prestazioni offerte dai collaboratori".

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