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Il sogno (infranto?) della riapertura dei Navigli. Perché nessuno ne parla più?

Silenzio dal 2019 dall'amministrazione comunale, anche se ci sarebbero strumenti europei che pure Sala all'epoca aveva detto di voler esplorare per riaprire i Navigli. Un'idea green ma anche di sicurezza idrica

Il sindaco di Milano Beppe Sala ne aveva fatto un punto qualificante del suo programma elettorale nel 2016. In precedenza aveva anche scritto un libro sul tema ("Milano sull'acqua ieri, oggi e domani", Skira, 2014). Successivamente, insieme all'assessore alla partecipazione, il radicale Lorenzo Lipparini, aveva avviato le consultazioni con la cittadinanza sul modello del "dibattito pubblico" che, in Francia, è addirittura istituzionalizzato; consultazioni che, nel 2018, avevano fatto emergere alcuni dubbi ma anche un sostanziale assenso da parte della città. 

Riapertura Naviglio (i rendering di Urbanfile)

Il tema è la riapertura dei Navigli. Di cui, all'improvviso, non si è più parlato. Ad un certo punto il sindaco di Milano ha di fatto accantonato il progetto, adducendo che avrebbe preferito convogliare le risorse comunali sulle periferie e le case popolari, promettendo però che avrebbe chiesto all'Unione Europea un cospicuo finanziamento che sarebbe arrivato solo per l'opera totale e solo in funzione della navigabilità dei Navigli stessi. Dunque l'Europa avrebbe potuto, forse, mettere sul tavolo gran parte dei 400 milioni necessari ad avverare il "sogno" delle acque emerse. A febbraio 2019 Sala è volato a Bruxelles con l'obiettivo di iniziare a lavorare per inserire il progetto nei fondi europei 2021-2027.

Poi è arrivato l'anno del covid. E di Navigli non si è più parlato. Prova a riaprire il discorso Roberto Biscardini, ex consigliere comunale socialista e presidente dell'associazione Riaprire i Navigli, un nome che contiene il programma. «Il progetto è stato approvato dal consiglio comunale nel Pgt del 2012, sostenuto a spada tratta durante la campagna elettorale di Giuseppe Sala nel 2016 e sparito oggi dall’orizzonte dei progetti strategici dell’amministrazione comunale», commenta l'esponente socialista, «così come è sparito il pur modesto progetto della riapertura della sola Conca di Viarenna».

«Le motivazioni di Giuseppe Sala per un suo accantonamento hanno riguardato la presunta carenza di risorse pubbliche, ma nulla si è fatto per coinvolgere il sistema privato», insiste Biscardini: «Oggi la situazione è più anacronistica perché le risorse ci sarebbero ma bisogna andarle a cercare. Abbiamo sollecitato di verificare la possibilità di inserire questo progetto tra quelli finanziabili con il Recovery Fund. Ma anche qui il silenzio. A fronte di oltre 600 progetti presentati al Governo da parte di tutte le amministrazioni locali italiane, nulla si conosce delle intenzioni del Comune di Milano». Eppure la riapertura dei Navigli conterrebbe parecchi temi strategici: l'ambiente, la sicurezza idrica, gli itinerari "verdi" e "blu".

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