Navigli, Sala bussa a Bruxelles: "Chiederò i soldi per la riapertura integrale"

Il sindaco frena invece sulle risorse comunali per la riapertura parziale: "Non vorrei sacrificare altri progetti come le periferie"

Rendering del Naviglio in piazza Vetra

Si fa più lontana l'ipotesi di riapertura parziale dei Navigli, ma nel contempo il sindaco di Milano Beppe Sala cercherà soldi a Bruxelles per la riapertura integrale, l'unica che potrebbe interessare al commissario europeo ai trasporti Violeta Bulc, che il primo cittadino incontrerà giovedì 7 febbraio.

Sala lo ha detto all'incontro a Palazzo Marino dedicato alle risposte tecniche ai quesiti giunti da cittadini, forze politiche e associazioni in seguito al "débat public" durato diversi mesi nel 2018. Come è noto, nei vari incontri estivi era stato posto all'attenzione il progetto di apertura di cinque tratte per un totale di 2 chilometri: via Melchiorre Gioia (850 metri), Conca dell'Incoronata, via Francesco Sforza (410 metri), piazza Vetra (300 metri) e Conca di Viarenna. Il costo di queste cinque tratte è stimato in circa 150 milioni di euro.

Tanti soldi, dichiara ora Sala, a fronte di un bilancio che deve tenere conto anche di altre priorità, come le periferie. Il sindaco, martedì, è stato chiaro: "Non vorrei togliere risorse ad altri progetti per i Navigli", ha affermato, pur ribadendo che l'entusiasmo per i Navigli riaperti non gli è diminuto nemmeno di un millimetro ("ci ho scritto anche un libro") e ammettendo che era stato un argomento forte della campagna elettorale ("anche se non ho mai voluto parlare di 'grandi opere'", ha aggiunto).

Video: Riapertura Navigli, Sala contestato a Palazzo Marino

L'Europa, quindi, potrebbe essere il piano B. Ma la Bulc, che Sala ha già incontrato a Milano e che reincontrerà a Bruxelles, è stata chiara: i soldi di Bruxelles arriverebbero se il progetto fosse tale da cambiare la mobilità di merci e persone in città, non basta la maggiore attrattività e bellezza. Dunque sarebbe necessario riaprire i Navigli integralmente, e farlo in modo che siano canali davvero navigabili. Tempo fa era stato stimato, per questo, un costo di quasi 500 milioni di euro.

Sala non ha comunque chiuso del tutto alla riapertura parziale. Ma ha fatto chiaramente intendere che occorrerebbero soldi non del Comune per avviarla. Dal Governo? "Difficile", ha commentato. Dalla Regione? "Era sempre stata disponibile", ha spiegato, "ma quando si è trattato nel 2018 di inserire dei fondi a bilancio, non è stato possibile ottenerlo". Una strada che comunque il sindaco sembra voler esplorare. Anche perché Matteo Salvini si è sempre dichiarato favorevole alla riapertura dei Navigli.

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Momenti di tensione, martedì, quando Sala, durante il suo discorso, è stato contestato da Riccardo Truppo, esponente di Fratelli d'Italia nel Municipio 2, dove è presidente della commissione mobilità, per poi essere accompagnato all'esterno dalla polizia locale. Truppo ha espresso la richiesta di un referendum municipale per raccogliere il parere dei residenti. Nel Municipio 2 è prevista la tratta più lunga delle cinque progettate, quella di via Melchiorre Gioia.

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