Milano, riaprire i Navigli? Per Sala resta «un sogno»

Il sindaco ne ha parlato a Italians Festival: «Compatibile con la visione ambientale delle città internazionali». Ma ha aggiunto: «Servono molti soldi, ho preferito pensare alle periferie»

E' tornato a parlare di riapertura dei Navigli, il sindaco di Milano Beppe Sala. Lo ha fatto intervenendo a Italians Festival, l'annuale kermesse di novembre. Ne ha parlato come «un sogno, se pensiamo alto», aggiungendo: «Non so se è una visione o un'idea». Quando ancora non era stato eletto sindaco, ne aveva fatto anche un libro. E lo aveva reso argomento per la campagna elettorale. Avviando anche un processo di consultazione - insieme all'assessore alla partecipazione Lorenzo Lipparini - che aveva coinvolto migliaia di milanesi. 

«Andrebbe perfettamente ad appoggiarsi sulla visione ambientale che cercano le città internazionali», ha detto Sala, ricordando però anche l'ostacolo: «Il problema è che per farlo servono cinquecento milioni da investire: ne avevo parlato in campagna elettorale, poi mi sono reso conto che il bisogno delle periferie era tanto. Anche lì ho fatto tanto, ma non abbastanza».

Dapprima la riapertura dei Navigli sarebbe stata per gradi: tre tratti, che i detrattori hanno definito «tre pozze d'acqua», per poi lanciarsi a caccia dei fondi necessari per riaprire tutto il sistema. Navigabilità, trasporti, sicurezza idrica: tre grandi temi che con la riapertura porterebbero beneficio alla città. I milanesi lo avevano capito e, alle consultazioni in forma di dibattito pubblico, nel 2018 avevano dato un sostanziale assenso.

Fondi comunitari

Ma amministrare significa anche guardare alle priorità. Soprattutto quando si parla di esborsi così rilevanti. Sala ha preferito dirottare le attenzioni (finanziarie e non) sulle periferie: tuttavia ha bussato all'Unione Europea, che potrebbe mettere sul tavolo il mezzo miliardo necessario ad avverare il "sogno" con i fondi comunitari 2021-2027. Poi è arrivato l'anno del Covid e non si è più parlato di Navigli. Le priorità sono (giustamente) diventate altre ancora.

Ma chissà: nel 2021 si vota. La città dovrà necessariamente essere ripensata. E forse un sistema dei Navigli navigabile potrebbe tornare d'attualità. Ambiente, sicurezza idrica, itinerari "verdi" e "blu" fanno rima con i sistemi urbani del ventunesimo secolo. E i milanesi, era-Covid permettendo, potranno ricominciare a pensarci seriamente.

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