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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Il comune di Milano vuole altri posti per accogliere i rifugiati

Palazzo Marino pronto ad "ampliare la rete di accoglienza diffusa"

Parola d'ordine: accoglienza. Il comune di Milano, stando a quanto comunicato da palazzo Marino in una nota, "è pronto ad ampliare la rete di accoglienza diffusa per i rifugiati titolari di protezione internazionale e per far fronte all’esigenza di integrazione dei profughi afghani arrivati nel nostro Paese dopo il ritorno al potere dei talebani".

Con una delibera approvata dalla Giunta, l’amministrazione "ha aderito alla procedura di ampliamento dei posti nel sistema di accoglienza e integrazione, Sai, avviata dal Ministero dell’Interno il 12 ottobre scorso. Se l’iter andrà a buon fine, il comune potrà rafforzare la rete di accoglienza diffusa di secondo livello con 200 posti in più che andranno ad aggiungersi ai 757 posti attualmente finanziati, 400 per i minori stranieri non accompagnati, 342 per la categoria ‘ordinari’ e 15 dedicati nello specifico a chi soffre di disagio mentale o sanitario".

"Sono circa 160 i cittadini afghani attualmente presenti sul territorio metropolitano, ospiti di strutture di prima accoglienza del comune di Milano o convenzionate con la Prefettura - ha fatto sapere ancora palazzo Marino -. Tutti hanno già svolto il colloquio di audizione presso la commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato di Milano con esito positivo e stanno ritirando i relativi permessi di soggiorno. A seguito dell’ottenimento dello status di rifugiato dovranno essere inseriti nelle strutture di seconda accoglienza per proseguire il loro percorso di inclusione socioeconomica che prevede, tra le altre cose, la frequenza di corsi di italiano, l’inserimento scolastico dei minori, l’avviamento alla formazione e al lavoro".

Da qui, l'esigenza di avere altri spazi. "I posti messi a disposizione - ha infatti spiegato il comune - verranno quindi utilizzati per proseguire questo percorso e, inoltre, per far fronte alle crescenti richieste di accoglienza di rifugiati di altre nazionalità".

“Milano - il commento dell’assessore al welfare e salute Lamberto Bertolè - ha una grande tradizione di solidarietà, una caratteristica di cui i milanesi sono orgogliosi e che l’ha resa la città aperta e attrattiva che è oggi. Vogliamo proseguire su questa strada - a partire dalla garanzia di un aiuto concreto ai cittadini afghani in fuga dal loro Paese e attualmente ospitati nei centri per l’ospitalità d’emergenza - andando a rafforzare la rete di accoglienza di secondo livello, quella destinata, in particolare, a chi sceglie di rimanere nel nostro Paese. L’obiettivo è fornire a queste donne e a questi uomini gli strumenti per un’inclusione reale e concreta e la possibilità di diventare cittadini consapevoli e - ha concluso l'esponente della giunta Sala - capaci di contribuire allo sviluppo del Paese e della città che li ha accolti”.


 

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