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Ritardo di quasi due mesi per il contributo del bando protezione famiglia, l'accusa

Pizzul (Pd) ha presentato un'interrogazione alla giunta Fontana per conoscere dati e motivazioni

I contributi del bando regionale Protezione Famiglia sono in ritardo di quasi due mesi. Lo segnala il capogruppo del Pd in Regione Fabio Pizzul con una interrogazione alla Giunta regionale, dopo aver raccolto numerose segnalazioni.

La misura Protezione Famiglia, emessa il 6 aprile scorso, mira a dare un sostegno economico una tantum alle famiglie con Isee familiare non superiore a 30mila euro che abbiano avuto una contrazione del reddito durante il periodo della pandemia da covid, dalla primavera 2020. Il contributo, pari a 500 euro, avrebbe dovuto essere accreditato entro metà giugno, quarantacinque giorni dopo la chiusura del bando, ma molte famiglie a cui la domanda era stata accettata stanno lamentando la mancata erogazione, almeno fino a questo momento. Da qui l’interrogazione del Pd, che chiede di conoscere il numero delle domande presentate, quante di queste siano state esaudite al 5 di agosto, quante entro il termine di metà giugno e quali difficoltà si siano riscontrate durante l’istruttoria e la liquidazione del dovuto.
 
“Il bando regionale Protezione Famiglia sta rischiando di diventare una beffa per le tante famiglie che per il Covid hanno perso lavoro e reddito – dichiara Pizzul -. Verso queste persone occorre la massima serietà ed efficienza da parte della macchina regionale, perché per chi ha perso il lavoro ogni euro è importante e ogni giorno di ritardo un ulteriore problema da affrontare. Confido che i casi a me segnalati siano solo una limitata minoranza e che si possano risolvere positivamente e in tempi rapidi. Intanto chiedo di conoscere i dati e il tipo di problemi che si sono verificati, e riconfermo la nostra vicinanza alle famiglie che si trovano in questa spiacevole situazione.”

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