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Morto il poliziotto Rocco Stragapede, stretto collaboratore di Di Pietro durante Mani Pulite

L’ex pm, anche dopo l'entrata in politica, in diverse interviste ha sempre ricordato l’assistente di polizia con enorme affetto, il primo investigatore con cui aveva iniziato a lavorare

E' morto a Milano nella notte Rocco Stragapede, uno degli storici e stretti collaboratori di Antonio Di Pietro durante la stagione di Mani Pulite. Era malato di Sla da tempo ed era costretto a letto. Si è spento a 71 anni. Aveva assistito Di Pietro durante tutti gli interrogatori di quegli anni, indagini che avevano minato il sistema di potere milanese. Recentemente era stato anche protagonista di uno speciale su History Channel che raccontava il 1992 e quei vorticosi anni giudiziari. Di Pietro aveva mantenuto un profondo rapporto d'amicizia con Stragapede, tanto da ricordarlo e citarlo in diverse interviste.

A dare la notizia della sua scomparsa è stato Giancarlo Spadoni, il collega e amico di trent'anni, tanto è trascorso dal periodo di Tangentopoli, pure lui parte della squadra di polizia giudiziaria dell'ex magistrato. Stragapede lascia la moglie Giovanna e il figlio Gabriele, sempre vicini a lui nel tentativo di "alleviare le sue sofferenze".

Arrivato in procura a Milano come assistente di polizia alla fine degli anni '80, ha fin da subito lavorato con Di Pietro. Prima dell'arresto di Mario Chiesa, l'allora presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio finito in cella per aver intascato una rata da 7 milioni di una tangente per la concessione di un appalto - operazione a cui aveva preso parte assieme ai carabinieri - con Di Pietro ha lavorato a una serie di inchieste tra cui quella con al centro la maxi truffa delle patenti. "Se ne è andato un amico e un combattente - ricorda Spadoni -. E' un altro pezzo del mio mosaico che se ne va". 

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