Sala e Gallera, volano gli stracci: "Affermazioni ridicole", "dal sindaco confusione mentale"

Continua lo scontro tra comune e regione sui vaccini. Le parole di sindaco e assessore

Scavuzzo chiama, Gallera replica, Sala contrattacca e Gallera contro replica. Continua il fuoco incrociato - con toni forti - tra il comune di Milano e regione Lombardia.

Motivo del contendere sempre lo stesso: i presunti ritardi del Pirellone nel reperire le dosi per la campagna di vaccinazioni anti influenzali, quanto mai necessari in piena emergenza covid. 

"Da Gallera non mi sento tutelato"

Lo scontro lo ha riacceso domenica mattina il sindaco di Milano, Beppe Sala, che a margine della festa della polizia locale ha riservato parole poco dolci per l'assessore al welfare lombardo. "Le affermazioni di Gallera sfiorano il ridicolo anzi sono ridicole. Le fa uno che ha fatto politica senza che nessuno se ne accorgesse per un sacco di anni, nel momento in cui ha avuto visibilità mediatica ha pensato di candidarsi per fare il sindaco nel mezzo di una pandemia", ha attaccato il primo cittadino. 

E ancora: "Da Gallera non mi sento tutelato come cittadino lombardo nel suo ruolo. Aandiamo alla sostanza - ha aggiunto il sindaco -, e vorrei che confutassero la mia affermazione, cioè che in questo momento la sanità lombarda sta dicendo ai medici del privato convenzionato che si devono arrangiare con i vaccini". Quindi, sempre testo e musica di Sala: "Prego di confutare questa mia affermazione, perché se così è ricorderei loro che li abbiamo chiamati eroi solo pochi mesi fa e adesso gli diciamo arrangiatevi con i vaccini. Poi andiamo a vedere come hanno fatto le gare, andiamo a vedere le gare deserte per i vaccini, che qualcosa non va assolutamente è certo. Per cui noi non è che stiamo facendo politica, se volessi fare campagna elettorale mi sarei già ricandidato. Il tema - ha concluso - è che stiamo pensando alla salute dei lombardi e la situazione deve rimanere sotto controllo".

"Da Sala confusione mentale preoccupante"

A stretto giro di posta, via Facebook, ecco la replica di Gallera. "Agghiacciante - ha scritto in maiuscoli l'assessore al welfare -. Il vicesindaco Scavuzzo e il Sindaco Sala vogliono dare i vaccini ai dipendenti comunali sani sottraendoli agli anziani, ai malati di tumore e alle donne incinte e tutto questo per ottenere il loro consenso alle elezioni comunali dell’anno prossimo. Ritengo una vergogna assoluta fare campagna elettorale sulla salute dei più fragili. Smascherata, con riprovazione generale, la mossa elettorale il Sindaco Sala in evidente carenza di ossigeno e di argomenti oggi non ha trovato di meglio, per cercare di coprire la gaffe clamorosa, che insultare rozzamente e volgarmente il sottoscritto oltre a fare affermazioni totalmente prive di fondamento segno di una confusione mentale preoccupante". 

"Tutti i medici di medicina generale sono stati coinvolti dalle Ats nella campagna vaccinale antinfluenzale e anzi, colgo l’occasione per ringraziarli per la disponibilità sia a vaccinare presso i propri studi, laddove ci siano le condizioni logistiche per farlo , oppure presso i locali individuati e messi a disposizioni dei Sindaci lombardi. Per quanto riguarda gli insulti al sottoscritto con grande umiltà rivendico orgogliosamente i tanti anni al servizio della mia città e della mia regione peraltro sempre grazie alla fiducia e al consenso di migliaia di milanesi e lombardi. Ricordo a Sala che nel 2018 sono risultato il più votato di tutti i partiti a Milano - ha sottolineato Gallera -. L’operato mio e di Regione Lombardia nella più grande pandemia dal dopoguerra che ha travolto la nostra regione quale prima area del mondo occidentale verrà giudicato dalla storia e dagli elettori, quello che è certo è che questo momento drammatico ha fatto emergere l’assoluta evanescenza e inconsistenza del Sindaco Sala che verrà ricordato per le magliette «Milano non si ferma», per gli aperitivi sui Navigli mentre si riempivano le terapie intensive e per aver mandato in ferie i vigli urbani durante il lockdown", il j'accuse dell'assessore. 

"Capisco che vedere crollare la propria immagine di uomo del fare e di successo sia molto doloroso, al punto di decidere di non ricandidarsi per paura di perdere le elezioni, ma in un momento ancora critico e delicato per la salute dei nostri concittadini sarebbe necessario una costruttiva collaborazione istituzionale. Tuttavia - ha concluso Gallera - non la si può pretendere da chi nella vita non ha mai agito con spirito di servizo ma solo per vanità e ambizione personale".

Lo scontro Scavuzzo Gallera

Sabato a scendere sul ring erano invece stati il vicesindaco Anna Scavuzzo e lo stesso Gallera. Ad aprire lo scambio ci aveva pensato la numero due di palazzo Marino, che aveva accusato regione Lombardia di non voler dare al comune le dosi di vaccino "promesse" per i dipendenti. 

"Ora la Regione scrive addirittura al Comune di Milano di procedere con strutture private per l'approvvigionamento, come se non sapesse che da mesi le Regioni hanno la priorità e che il problema vero è che Regione Lombardia è in gravissimo ritardo, in difficoltà a reperire sul mercato coperture per le categorie ad alto rischio per età e patologia, figurarsi per il resto della popolazione. Criticità già denunciata dai medici di base e dai pediatri e ribadita dai farmacisti", aveva annunciato Scavuzzo.

"Il Comune aveva ricevuto ancora due giorni fa tutte le rassicurazioni: vaccinazioni per i dipendenti comunali, utile non solo per loro, ma anche per tutti gli utenti dei servizi. «Un contributo importantissimo», lo avevano definito. Siamo al lavoro da tempo per una campagna di sensibilizzazione fra i lavoratori e le lavoratrici; il Comune ha messo a disposizione spazi per aumentare i punti vaccinali; abbiamo offerto una campagna di comunicazione e deciso di investire risorse per promuovere salute presso i dipendenti. Ma oggi ci sentiamo dire di rivolgerci al mercato privato, perché la Regione non è in grado di onorare gli impegni presi", aveva scritto, evidentemente infastidita, il vicesindaco.

Di diverso avviso, chiaramente, Gallera. "È davvero triste che la vice sindaco di Milano pieghi la sua carica istituzionale a una polemica politica ingiustificata e strumentale - aveva detto -. Regione Lombardia coprirà gratuitamente, come tutte le altre Regioni, con il vaccino antinfluenzale le fasce target della popolazione stabilite dal Ministero della Salute", aveva replicato l'assessore. 

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